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La nuova Giunta? C' poca voglia di parlarne

Oggi alle 16 summit di maggioranza, troppi i nodi da sciogliere

Altro che rimpasti di Giunta e nomine negli enti. Il vertice convocato per oggi alle 16 dal sindaco Flavio Tosi con lo scopo di prendere assieme agli alleati di maggioranza le decisioni che dovranno garantire l’amministrazione prossima di Comune e municipalizzate rischia di trasformarsi nell’ennesimo confronto figlio delle divisioni politiche imperanti nel partito di Berlusconi. Di quelle ormai storiche in Forza Italia e di quelle future nel Pdl.

Certo in teoria le cose da discutere dovrebbero essere tante. A partire dagli equilibri interni all'esecutivo, che sono cambiati in seguito al passaggio di Alberto Benetti e Vittorio di Dio, rispettivamente dall’Udc e da An anima destra sociale, a FI ala Brancher e che quindi dovrebbero essere ridiscussi tenendo anche conto degli accordi con il partito di Casini che prevedono un assessorato per i centristi e delle aspettative di Andrea Miglioranzi della lista Tosi.

Non secondario, poi, è al gioco ad incastri riguardante gli enti comunali, con il probabile trasferimento del duo presidente-direttore Paolo Paternoster-Giampietro Cigolini da Amia ad Agsm ed il possibile arrivo ad Amia dell’attuale presidente dell’Ato Luigi Pisa. Per non parlare della questione Amt, visto che l’attuale presidenza di Massimo Mariotti, che ha seguito lo stesso percorso di Di Dio, è messa in discussione dai rappresentanti di An, che la rivendicano per il loro gruppo. E senza nemmeno voler sfiorare altre situazioni. Ad esempio quella di Acque Veronesi, ente di respiro provinciale al pari dell’Ato per il quale al momento si parla di una possibile riconferma dello status quo, con alla presidenza il Pdl contiano Cuzzolin.

Prima di tutto questo, però, ci si dovrà mettere d’accordo sul criterio da seguire nella spartizione dei posti, visto che l’amministrazione Tosi è stata creata prima della nascita del Pdl e quindi le poltrone dovrebbero essere assegnate considerando Forza Italia e Alleanza Nazionale come realtà divise. Oggi, insomma, alla fine si potrebbe finire per parlare solo di questo. Anche perché, dopo aver chiesto ai suoi assessori di chi siano politicamente figli, Tosi ha convocato per oggi, oltre a Massimo Giorgetti per gli ex An, ben quattro ex-Fi, Aldo Brancher, Giancarlo Conta, Raffaele Bazzoni e Cinzia Bonfrisco. E se a Giorgetti il direttivo del suo gruppo ha dato ampio mandato di rappresentanza, il gruppo dirigente degli ex-azzurri ha invece designato come portavoce, seppur con una stretta maggioranza, il solo Conta.


Insomma i nodi da sciogliere sono davvero tanti. Addirittura troppi, se nella discussione dovesse irrompere anche lo scontro Berlusconi-Fini. Fatto certo non impossibile visto che su questo c’è chi, la senatrice Bonfrisco, ha già chiesto, senza per ora ottenere risposta, ai fratelli Giorgetti di schierarsi. Non suona strano, quindi, che ci sia anche chi ipotizza il rinvio del summit in attesa di capire meglio le dinamiche in corso a Roma. Un’ipotesi che a Tosi, in fondo, forse non dispiacerebbe.

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