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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

L'acqua pubblica un bene comune

L'acqua diventa privata: si aprono preoccupanti scenari

L’acqua rappresenta un bene universale, un bene che deve appartenere a tutti, e proprio per questo a tutti deve essere garantito il suo accesso attraverso il servizio pubblico. Tuttavia il 18 novembre scorso il Parlamento, costretto dall’imposizione del voto di fiducia, e impossibilitato di fatto a pronunciarsi in maniera autonoma, ha approvato un decreto che comporta l’affidamento obbligatorio della gestione dell’acqua potabile ai privati. In tutta Italia Consigli comunali e sindaci eletti dai cittadini saranno espropriati dalla gestione dell’acqua potabile, avviandone così la mercificazione contrariamente ai valori che sempre di più si vanno affermando anche a livello internazionale.


Questo provvedimento, infatti, va oltre l’applicazione delle norme comunitarie, e apre preoccupanti incognite anche su altri servizi pubblici locali di rilevanza economica, come la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Il centrosinistra in Regione ha presentato una risoluzione che riconosce l’accesso all’acqua come diritto universale, promuove una cultura di salvaguardia delle risorse idriche, e presenta ricorso di costituzionalità contro il decreto legge per tutelare l’autonomia degli enti locali. Considerato che alcune forze del centrodestra hanno detto (a parole!) di essere contrarie alla privatizzazione, speriamo che almeno in veneto mostrino coerenza tra le dichiarazioni e i fatti, e facciano fronte comune per opporsi a questa norma scellerata.

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