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Laura Boldrini sul palco del cinema K2 di Verona per il flash mob "Liber.e"

Laura Boldrini sul palco del cinema K2 di Verona per il flash mob "Liber.e"

K2 gremito per le "donne liber.e", Livia Turco dal palco: «Colpita la dignità della persona»

Al flash mob promosso in risposta al congresso delle famiglie presente l'ex ministro della Salute: «Libertà femminile è umanesimo». Sul Palco anche Laura Boldrini: «Giù le mani dalla 194, è una legge illuminata. Il "gadget feto" è una violenza mostruosa»

Un cinema K2 gremito di donne e uomini per il flash mob/tavola rotonda "Libere di scegliere" promosso da associazioni veronesi e sindacati Cgil, Cisl e Uil in risposta al "Congresso mondiale delle famiglie" che da ieri si sta svolgendo in Gran Guardia a Verona. Tra le presenti anche Monica Cirinnà e l'ex ministro della Salute Livia Turco che dal palco del K2 ha anzitutto voluto ringraziare Verona per l'invito e «la possibilità offerta di manifestare tutta la nostra indignazione e rivendicare la bellezza della libertà».

«La libertà femminile - ha aggiunto Livia Turco - non è arbitrio, è umanesimo, è rivendicazione della differenza dei nostri corpi e a partire da qui è la possibilità di elaborare la differenza delle nostre vite e del nostro pensiero. Noi siamo quelle che si sono battute per dare forza ai principi costituzionali che le nostre straordinarie madri costituenti hanno scritto e che hanno al centro la dignità della persona. È questo il valore che oggi viene colpito»

«Mi auguro che venga ritirato il disegno di legge Pillon - ha quindi concluso Livia Turco - e spero che venga presentato un altro progetto di legge, quello che consenta alle donne di trasmettere il proprio cognome, perché questa impossibilità attuale è il retaggio di un permanere del patriarcato di cui ci dobbiamo liberare».

esterno k2

Folla di gente anche all'esterno del cinema K2 per ascoltare gli interventi - ph Facebook E.L.P.

Sul palco del K2 è salita anche Laura Boldrini che ha sin da subito attaccato il congresso in Gran Guardia: «Diciamo "no" a un modello di famiglia chiuso, a un modello di famiglia che non ci appartiene. I signori del governo stanno là, ma non possono parlare in nome della nazione, non possono parlare in nome nostro. Noi proponiamo un modello di società diverso, una società che creda nei diritti di tutti e di tutte».

Laura Boldrini è poi tornata sulla polemica relativa al "gadget-feto" distribuito ieri ai partecipanti al congressso, definendolo «mostruoso», un feto che per Laura Boldrini avrebbe voluto «significare che le donne che interrompono la gravidanza sono delle assassine». «Giù le mani dalla 194, - ha poi aggiunto Boldrini - perché prima di questa legge le donne dovevano ricorrere agll'aborto clandestino, per di più rischiando il carcere. La legge 194 è una legge illuminata».     

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