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Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona

Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona

«Amministrazione Sboarina senza leadership e visione a lungo termine»

Lo scrivono alcuni rappresentanti locali di Italia Viva, Psi, +Europa e Verona Unica, che aggiungono: «È venuto il momento di progettare per crescere, con competenze e amore per Verona»

«Cosa vuole fare Verona da grande?». A chiederselo è un gruppo di rappresentanti politici uniti dalla stessa valutazione critica nei confronti dell'attuale sindaco di Verona Federico Sboarina. Se lo chiedono Davide Bendinelli, deputato di Italia Viva, ma anche Valeria Pernice e Stefano Passarini, coordinatori provinciali del partito di Matteo Renzi, ma se lo chiedono anche Umberto Toffalini, segretario provinciale del Psi di Verona, Giorgio Pasetto di +Europa e Federico Vantini di Verona Unica. Il loro sguardo non sembra puntato verso il prossimo appuntamento elettorale, che probabilmente si terrà il 20 e 21 settembre, ma punta verso le prossime elezioni amministrative di Verona, previste per il 2022. Tra due anni, Sboarina di potrebbe ripresentare per un secondo mandato, ma sul suo operato è forte l'attacco di Italia Viva, Psi, +Europa e Verona Unica. «All'attuale amministrazione è mancata la visione a lungo termine per far diventare Verona un polo attrattivo. Nessuna condanna a Sboarina, ma se non hai determinazione ed accesa passione quando guidi una città complessa come Verona, non servi al futuro della sua collettività».

«I disastri finanziari di enti come aeroporto e Amia, il mancato dinamismo del Consorzio Zai, l'incerto futuro della Fiera si spiegano principalmente con la mancanza di una leadership adeguata - proseguono - Il patrimonio della nostra città viene svenduto, da più amministrazioni, con una serie di iniziative mosse da interessi economici particolari che portano ad acquisizioni esterne, dettate da leggi politiche e non di mercato e di tutela del patrimonio cittadino stesso. E di visione urbanistica muore Verona Sud, che deve invece diventare più innovativa e moderna e dare concretezza e attrattività agli investitori su un disegno pubblico alto e rivoluzionario. La modernizzazione della Fiera deve passare dal trasporto pubblico competitivo ed efficiente, con parcheggi scambiatori che permettano la connessione tra il centro della città e i principali nodi di traffico, l'aeroporto, i caselli autostradali, la stazione e le principali aree naturalistiche, quali il Garda e la Lessinia. Serve uno sguardo dall'alto per scegliere le strategie di sviluppo della nostra città, ma in assenza di una reale programmazione sulle opere ed infrastrutture necessarie per Verona, oggi e nel futuro prossimo non abbiamo alcuna possibilità di essere un luogo interessante per chi deve vivere o scommettere sul futuro della nostra città. Per questo occorre fare squadra e coinvolgere le eccellenze veronesi in un progetto di sviluppo. Le "Carte dei Valori", senza una precisa scelta delle priorità e dei tempi, restano puro fumo propagandistico. Nei due settori chiave per Verona, turismo e piccole e medie imprese, l'azione del Comune deve essere molto più incisiva. È venuto il momento di progettare per crescere, con competenze e amore per Verona».

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