Il premier Conte conferma nuove restrizioni in arrivo: chiusura in vista per bar e ristoranti?

Le indiscrezioni sulla "stretta" di Natale finora emerse parlano di Italia tutta "rossa" o "arancione", in entrambi i casi sarebbe prevista la chiusura delle attività di ristorazione

Il premier Giuseppe Conte

Tenuta politica del Governo, tutela della salute dei cittadini e salvaguardia dell'economia del Paese: il Natale del premier Giuseppe Conte si preannuncia quantomai irto di insidie e preoccupazioni. Nel corso di una recente intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, il presidente del Consiglio ha fornito alcune indicazioni circa questi temi assai delicati: «Ascolteremo tutti i partiti, per fare in modo che l'azione di Governo riparta in modo più coeso e condiviso. - ha spiegato il premier Conte - Deve andare avanti, ma a certe condizioni e non a qualsiasi costo. Si può governare solo se c'è fiducia reciproca».

Sul tema delle restrizioni natalizie, dopo aver annunciato in diretta televisiva a reti unificate che il risultato raggiunto con le misure già prese di avere l'Italia intera in zona gialla era un grande «successo del Governo», il premier Conte ha dovuto fare diversi passi indietro, chiarendo ai cittadini che in vista vi è una nuova "stretta": «Abbiamo già predisposto un piano dedicato specificamente alle feste natalizie. Ci stiamo riflettendo. - ha dichiarato Conte - Dobbiamo scongiurare ad ogni costo una terza ondata».

Dall'ipotesi apertura alla nuova stretta di Natale: nuova giravolta del Governo sugli spostamenti tra Comuni?

Al momento a preoccupare è ancora l'alto numero di decessi giornaliero in Italia, circa 500 morti, così come lo sono anche le immagini viste un po' in tutte le città del Paese dove i centri abitati delle zone gialle sono stati letteralmente presi d'assalto per lo shopping natalizio. Dopotutto, in merito, era anche piuttosto facile prevederlo ed è assai singolare sentire oggi ministri di quello stesso Governo che ha inventato il "cashback" di Natale, lamentarsi perché poi le persone si assembrano fuori dai negozi. Sta di fatto che nuove decisioni sulle ulteriori restrizioni sono oramai prossime, ma nonostante questo il premier nella sua intervista al quotidiano La Stampa ha continuato a difendere le scelte sin qui fatte: «La situazione è delicata. Ma le nostre misure stanno funzionando, - afferma il premier Conte - ci stanno consentendo di aver ripreso il controllo della curva epidemiologica. Il sistema delle zone e la suddivisione delle Regioni in base ai colori sta dando risultati».

Proseguendo sul delicatissimo crinale che separa tutela della salute e tutela dell'economia, il premier Conte si appella dunque ancora una volta al senso di responsabilità dei cittadini: «Siate responsabili. - afferma Conte - Noi abbiamo fatto una scelta ben precisa, dettata anche da esigenze sociali ed economiche: consentire ai cittadini di rispettare la bella e consueta tradizione di acquistare e scambiare i regali. Ma a questa opportunità si deve accompagnare un rigoroso rispetto delle regole da parte di tutti». Ed in merito il presidente del Consiglio ricorda che il Governo ha fornito non solo norme e prescrizioni cui si associano sanzioni in caso di trasgressione, ma anche delle «forti raccomandazioni» che, tuttavia, rivestono un ruolo assai importante sotto il profilo epidemiologico: «Abbiamo chiesto agli italiani, nei festeggiamenti in casa, di evitare di ricevere persone abitualmente non conviventi. Ovviamente queste sono regole non vincolanti, - spiega il presidente del Consiglio Giuseppe Conte - perché non possiamo dettare i comportamenti nelle case private. Ma sono comunque essenziali, per tutelare la salute di tutti. E quando leggo di persone che si stanno adoperando per organizzare feste clandestine a Capodanno, questo fa male. Chi partecipa a questi veglioni proibiti mette a rischio se stesso, i propri cari, i propri amici e tutte le persone a cui dice di volere bene».

Sta di fatto che l'intenzione dell'esecutivo nazionale di ritoccare le norme per il periodo natalizio appare ormai certa. Una decisione arriverà entro le prossime 48 ore e da ieri è avviata un'intensa fase di interlocuzione con il Comitato tecnico scientifico da parte del Governo. Una delle ipotesi che ad oggi viene presa in considerazione è quella dell'istituzione della zona rossa in tutta Italia nei giorni prefestivi e festivi, quindi sabato e domenica, ma ovviamente anche tutti i festivi e prefestivi connessi al Natale ed all'Epifania. Si tratterebbe dunque di una sorta di lockdown nazionale, circoscritto temporalmente però nei giorni topici delle feste natalizie. In zona rossa i bar e ristoranti sono chiusi e lo sono anche i negozi, così come non è possibile spostarsi, dunque uscir di casa, persino all'interno del proprio Comune salvo motivi di lavoro, necessità e salute.

Altra ipotesi che parrebbe essere al vaglio e, secondo talune indiscrezioni risulterebbe anche la più probabile, è quella che prevede l'istituzione della zona arancione in tutto il Paese. Anche in zona arancione comunque bar e ristoranti dovranno chiudere, quindi pare ormai abbastanza probabile che saltino tutti i pranzi nei locali sotto le feste che in molti avranno anche già prenotato. È uno degli effetti collaterali dell'aver annunciato a reti unificate che l'Italia zona gialla per Natale era un «successo del Governo», salvo appunto ora dover eventualmente richiudere quelle attività commerciali del settore ristorazione che si sono appena riaperte nelle Regioni da poco diventate zona gialla.

In zona arancione resterebbero comunque aperti i negozi, ma gli spostamenti tra Comuni sarebbero vietati anche all'interno della propria stessa Regione. Inoltre, sarebbe allo studio l'ipotesi di anticipare l'inizio del coprifuoco dalle 22 alle 20 o persino già alle 18, il che sarebbe peraltro ancora una volta in netto contrasto con la disposizione contenuta nell'ultimo Dpcm del 3 dicembre che prevede la possibilità di tenere aperti gli esercizi commerciali fino alle ore 21 per diluire gli accessi. Quale sarebbe il periodo prescelto per l'eventuale zona arancione nazionale? Il ministro della Salute Roberto Speranza si è limitato ad affermare che «stiamo ragionando sulle due settimane delle vacanze di Natale, spero che in tempi brevi si possano prendere ulteriori misure per scongiurare un'ipotetica terza ondata». In sostanza si tratterebbe del periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021, ma visto il trascorso fine settimana è assai probabile che le nuove disposizioni possano riguardare già il weekend del 19 e 20 dicembre.

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