Domenica, 25 Luglio 2021
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Ipab di Arcole. Un fiume di irregolarità scoperto da un'indagine della Regione

Gli esiti dell'indagine sono stati resi noti dal consigliere regionale del M5S Jacopo Berti: "L'amministrazione ha compiuto atti fuori dalla legge su tutta la gestione"

Nella sala civica di Arcole, il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale Jacopo Berti ha informato i cittadini sugli esiti dell’indagine ispettiva condotta dalla Regione sull’Ipab di Arcole, ente che gestisce una casa di riposo per anziani con 103 posti letto, una scuola dell’infanzia per 112 bambini e un asilo nido per 30 bambini.

L’indagine ispettiva è stata attivata all’inizio del 2016 proprio dal consigliere regionale del M5S e ha portato alla luce una serie di illegittimità molto gravi a carico degli amministratori. 

"I rimborsi spesa dati al presidente Angelino Birtele non sono giustificati - ha spiegato Berti - Dino Verdolin non poteva essere incaricato come Segretario-Direttore e non poteva percepire né stipendi né rimborsi spesa perché nominato senza una selezione e perché ex dipendente pubblico in pensione. I revisori dei conti sono stati incaricati direttamente dal consiglio di amministrazione senza una vera e propria selezione comparativa. Parte del personale è stato assunto direttamente, senza una procedura di concorso. L’incarico di Alessandro Dall’Ora (pagato 102 euro all’ora per un servizio di 9 ore settimanali) come consulente non gli permette di ricoprire il ruolo di Segretario-Direttore. A fronte di tutte queste illegittimità corrispondono altrettanti danni all’erario e all’ente. Questa indagine ha dimostrato che l’amministrazione ha compiuto atti fuori dalla legge su tutta la gestione: da quella del personale a quella contabile".

Jacopo Berti ha concluso: "La maggior gravità di quanto rilevato dal servizio ispettivo è che il consiglio di amministrazione, i direttori e addirittura i revisori dei conti sono tutti soggetti che ruotano attorno ad un’unica sfera politica riconducibile all’ex sindaco di Arcole Giovanna Negro e gli organi tecnici sono stati tutti scelti direttamente senza il rispetto dei principi costituzionali di trasparenza e legittimità".

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