Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica Centro storico / Piazza Bra

Coppia gay aggredita in casa, il Consiglio comunale non vota la mozione di solidarietà

Ostruzionismo da parte della maggioranza a Palazzo Barbieri durante l'ultima seduta, nella quale si sarebbe potuta votare la "Mozione di solidarietà e contro il razzismo e l'omofobia"

L'aggressione ai danni di Angelo e Andrea, la coppia omosessuale già vittima precedentemente di insulti e spintoni in piazza Bra, episodio avvenuto la notte tra il 12 e il 13 settembre scorso all'interno della loro abitazione a Stallavena, continua a fare discutere. Nel Consiglio comunale svoltosi ieri, giovedì 20 settembre, è stata presentata una mozione dal consigliere Alessandro Gennari del Movimento 5 Stelle dal titolo "Mozione di solidarietà e contro il razzismo e l'omofobia". Una mozione alla quale, di comune accordo con altri membri del Consiglio, erano stati preventivamente tolti simboli e rifierimenti partitici, proprio per cercare di conseguire un più ampio consenso possibile.

Come è però possibile notare seguendo il filo dello svolgimento della discussione in aula a Palazzo Barbieri (video disponibile qui a partire dal minuto 2:17:00), vi è però subito stata un'opposizione, da parte in particolare di alcuni componenti della maggioranza (consiglieri Comencini, Bacciga, Bocchi, Rossi), contrari all'idea di affrontare subito la mozione e quindi dare avvio alla votazione.

mozione gennari contro l'omofobia

Il testo integrale della mozione

Nel testo della mozione, che oltre a quella di Gennari vede in calce le firme anche di Marta Vanzetto ed Elisa La Paglia, si legge: «È obbligo istituzionale condannare fermamente questo e i molti altri episodi verificatisi a Verona negli ultimi tempi con frequenza allarmante». Segue poi la formula per esprimere solidarietà alla coppia omosessuale: «Alla luce di tutto questo il Consiglio Comunale esprime la propria solidarietà nei confronti dei ragazzi aggrediti e condanna fermamente qualsiasi tipo di violenza, specie se perpetrata per motivi di carattere ideologico».

Come detto, a fronte di un testo tutto sommato non particolarmente spigoloso, non sono mancate però le resistenze, tanto che alla fine il Consiglio comunale con 13 voti a 12 ha sancito la sospensione della trattazione in corso della mozione. A sollevare questioni contrarie alla mozione, in particolare, è stato il consigliere della Lega Vito Comencini, sostenendo di «non vedere alcuna urgenza nel dover affrontare la mozione» e specificando come si debba «ancora attendere l'esito delle indagini». Dello stesso avviso il consigliere Rossi, ma anche Andrea Bacciga di Battiti per Verona (la lista del sindaco Sboarina), il quale ha dichiarato di «non riconoscere la Verona descritta nella mozione», oltre a polemizzare in merito all'aggravente "ideologica" di un'aggressione e specificando infine che l'episodio è avvenuto a Stallavena, quindi «fuori dal territorio comunale di Verona». Addirittura «allibita» dinanzi alla mozione si è detta la consigliera della Lega Laura Bocchi, la quale nei giorni scorsi aveva già espresso pubblicamente sui giornali la sua solidarietà alle vittime e, proprio per questo, ha definito «inutile» la mozione di Gennari.

Sul versante opposto, il capogruppo di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco ha appoggiato l'idea di votare nell'immediato la mozione per esprimere pubblicamente e in via ufficiale solidarietà allla coppia aggredita in casa, sostenendo che, comunque vadano le indagini, quanto accaduto a Stallavena è abbastanza chiaro: «o i due si sono dipinti da soli le svastiche sui muri e sparso benzina attorno alla casa, - ha dichiarato provocatoriamente Bertucco - oppure hanno subìto un'aggressione dai connotati omofobi». Anche la consigliera della LIsta Tosi Patrizia Bisinella ha preso posizione affinché la mozione venisse votata, spiegando che questo tipo di episodi sono «sempre da condannare», mentre la firmataria Elisa La Paglia, ha esplicitamente invocato una sorta di "conta" ufficiale sulla questione "omofobia" all'interno del Consiglio, invitando quindi i colleghi a prendere posizione politica vera, al di là delle dichiarazioni alla stampa. Dal canto suo, anche il presidente del Consiglio comunale Ciro Maschio, pur avanzando l'ipotesi di apportare alcune modifiche al testo della mozione, si è detto «orientato a votare sì» nel caso effettivamente la mozione di Gennari fosse stata messa ai voti. Così però non è stato e, anzi, la sospensione della discussione ha rimosso il tema dall'ordine del giorno.

Molto duro in merito è stato il commento da parte del presidente di Area Liberal Giorgio Pasetto, il quale ha definito «un altro fatto di estrema gravità» quanto avvenuto in Consiglio ieri sera. «Come Presidente di Area Liberal, - ha spiegato Pasetto - subito dopo l’attentato avevo chiesto ai politici veronesi e soprattutto a quelli della maggioranza di rispondere senza mezze misure esponendo le loro posizioni sulle libertà individuali dei gay. Le parole del Sindaco arrivate poi, erano suonate già da subito come scuse di circostanza. Ed ora il rifiuto di solidarietà della maggioranza dimostra la natura fascio-leghista di questa Amministrazione, come da tempo sostengo. Il campo comune sul quale compattare integralisti cattolici ed i neo-fascisti è semplice - ha quindi concluso rammaricato Pasetto - e si chiama avversità ai diritti civili e alle libertà individuali».

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