Politica Centro storico / Piazza Brà

Inquinamento, insorgono le opposizioni: "Il Comune non fa nulla, anzi lo incentiva"

Pd e M5S si scagliano contro l'amministrazione comunale dopo l'allarme polveri sottili scattato in città: "A Verona - afferma Benciolini - si erseguono da sempre politiche di aumento del traffico automobilistico"

Dopo l'allarme smog lanciato nelle ultime ore, che vede preoccupanti concentrazioni di polveri sottili nella città veronese, le opposizioni comunali insorgono spinte anche dalle considerazioni di Enrico Toffali, assessore all'Ambiente per il Comune scaligero, che avrebbe ribadito su L'Arena che provvedimenti come le targhe alterne sarebbero inutili. La pronta risposta arriva dai consiglieri comunali del Partito Democratico Michele Bertucco e Stefano Vallani, con una nota diffusa agli organi di stampa. 

Tra lo spauracchio delle targhe alterne e il sostanziale immobilismo attuale esiste tutta una gamma di proposte intermedie possibili, dalle pedonalizzazioni agli incentivi alla mobilità alternativa fino all'incremento del trasporto pubblico che Verona, in qualità di Comune capoluogo, avrebbe il dovere di sperimentare e condividere con gli altri partecipanti al tavolo tecnico zonale provinciale contro l'inquinamento.
Perché è proprio il traffico automobilistico, ormai è assodato, il maggiore responsabile dell'attuale emergenza smog (da noi 70 superamenti annuali al 29 novembre contro i 35 consentiti). La conformazione della Pianura padana, fattore oggettivamente penalizzante, dovrebbe funzionare da sprone per fare di più e meglio mentre viene sempre e soltanto invocata come scusante per non fare nulla nell'attesa che la pioggia nasconda la polvere sotto al tappeto.
Ha ragione l'assessore Toffali quando ricorda le pesanti responsabilità della Regione nella mancanza di una strategia contro questo genere di calamità che ogni anno produce decine di migliaia di morti premature. Anche nel nuovo mandato Zaia e i suoi alleati mostrano chiaramente di privilegiare la costruzione di nuove strade (a cui vanno il 94% degli investimenti regionali) in luogo del completamento del sistema metropolitano regionale di superficie che nel Veneto occidentale non sappiamo nemmeno come sia fatto. Ma i 10 anni di attesa di cui parla Toffali, necessari a vedere i risultati di politiche efficaci, non sono poi molto distanti dagli 8 anni che l'amministrazione Tosi ha avuto a disposizione per cercare di invertire la tendenza senza tuttavia aver prodotto nulla di concreto. Il filobus? Disperso. Il piano della sosta? Fermo ai quartieri periferici. Il piano urbano del traffico? Chiuso dentro qualche cassetto dopo essere stato adottato dalla giunta e mai proposto al Consiglio. Il Piano della mobilità sostenibile? Solo annunci. La riqualificazione dei quartieri? Non pervenuta, anzi c'è stato un assalto di aree commerciali nel territorio di Verona Sud. Il piano di sviluppo della rete di piste ciclabili? Rimasto sulla carta. Il piano di gestione dei parchi urbani? Mai visto. Con questi risultati l'amministrazione Tosi non dovrebbe recriminare nulla, soltanto chiedere scusa ai veronesi.

Anche il Movimento 5 Stelle veronese fa sentire la sua voce. 

In fase di approvazione del bilancio preventivo per il 2015, il MoVimento 5 Stelle di Verona aveva presentato ben 7 emendamenti per finanziare bandi pubblici allo scopo di incentivare l'utilizzo di mobilità sostenibile, la sostituzione delle caldaie inquinanti, la sostituzione dei serramenti inefficienti, l'installazione di impianti a metano o GPL sulle auto, l'installazione delle valvole termostatiche, l'ottenimento dell'attestato di prestazione energetico delle abitazioni e l'avvio del progetto di car pooling previsto già nelle azioni del PEAC (Piano Energetico Ambientale Comunale).
Tutti clamorosamente bocciati !!

Gianni Benciolini dichiara: "E' inutile che si incontrino i sindaci in provincia quando il comune più inquinante (quello di Verona) non mette a regime i piani strutturali che già ha redatto e approvato, come il PAES, il PEAC e il Patto dei Sindaci. Se non si stanziano fondi, non si attuano le misure contenute in questi piani e soprattutto non si raggiunge il traguardo della diminuzione del 20% delle emissioni entro il 2020 secondo la delibera di Giunta n. 100 del 2011 e la delibera di consiglio n. 81 del 2012.
Il 2020 è dopodomani, e le azioni da mettere in campo devono avere ambiti temporali lunghi e ben progettati, cosa che in questo comune non esiste e mai è esistito. Si scrivono papiri ma non si attuano le misure contenute!
Se poi andiamo a parlare della maggiore fonte di inquinamento che è il traffico veicolare privato, nel Comune di Verona si perseguono da sempre politiche di aumento del traffico automobilistico e non di disincentivazione all'uso dell'auto propria. Si creano grandissimi attrattori di traffico come nella zona Fiera, si costruiscono parcheggi a ridosso del centro storico, si ottimizzano gli incroci, si creano nuove rotonde, si investono milioni e milioni per progetti stradali.
Non si creano nuove corsie preferenziali per il trasporto pubblico, non si costruiscono nuove piste ciclabili e le esistenti sono scarsamente manutenute. Si fanno interventi viabilistici come quello a Forte Tomba legato al nuovo ipermercato Tosano e non si prevede la realizzazione di un tratto di pista ciclabile sulla statale 12, una delle direttrici principali di penetrazione verso la città.
Proprio in sede di bilancio è stato accolto un Ordine del Giorno del M5S che chiedeva di individuare le risorse necessarie alla progettazione della pista ciclabile tra Ca di David e B.go Roma, a tutt'oggi disatteso e lo dimostra il progetto di Forte Tomba."

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Inquinamento, insorgono le opposizioni: "Il Comune non fa nulla, anzi lo incentiva"

VeronaSera è in caricamento