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Inquinamento da Pfas, il M5S si rivolge alla Procura: "La gente deve sapere"

Parlamentari, consiglieri regionali e comunali del Movimento 5 Stelle hanno presentato portato al Procuratore di Venezia Luigi Delpino un esposto per accertare le responsabilità nei confronti dei dirigenti regionali

Prosegue la battaglia del Movimento 5 Stelle Veneto sull'inquinamento da Pfas (le sostanze perfluoroalchiliche), che riguarderebbe un'area tra le provincie di Verona, Vicenza e Padova, abitata da 350mila persone. 
Parlamentari, consiglieri regionali e comunali del M5S (il senatore Enrico Cappelletti, il deputato Marco Brugnerotto, i consiglieri regionali Jacopo Berti e Manuel Brusco, il sindaco di Sarego, Roberto Castiglion, l’assessore all’ambiente del Comune vicentino Flavio Zambon e la consigliera comunale di Montecchio Maggiore Sonia Perenzoni) hanno portato al Procuratore di Venezia Luigi Delpino un esposto perché vengano accertate eventuali responsabilità nei confronti dei dirigenti regionali che compongono la commissione tecnica sui Pfas.
“Dopo il clamoroso Veneto-leak con la diffusione dei contenuti del verbale della commissione sui Pfas tenutasi a gennaio – spiegano i promotori dell’esposto - il M5S vuole vederci chiaro. Vogliamo sapere perché si è perso un anno di tempo e perché sono stati buttati via 500 mila euro di soldi pubblici per analizzare campioni animali e vegetali cercando i Pfas, per poi dover ripetere tutto”.
Anche l'Istituto Superiore di Sanità avrebbe chiesto alla Regione Veneto di ripetere le analisi, in quanto quelle eseguite non sarebbero sufficienti e neppure eseguite a "regola d'arte", come comunicano sempre gli esponenti del M5S.
“La gente deve sapere chi ha sbagliato, magari prendendo sotto gamba la situazione – è il commento degli esponenti del M5S - chiediamo venga fatta luce su questa vicenda che ha del paradossale e se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi! Basta giocare sulla pelle e sula salute dei cittadini veneti”.

Intanto il “Coordinamento Acqua Libera dai Pfas” prosegue con la raccolta firme a favore delle sue due petizioni: la prima per chiedere al governo regionale di far allacciare gli acquedotti inquinati dalle sostanze perfluoroalchiliche ad altre fonti non contaminate, mentre la seconda si rivolge ai Ministeri competenti per fissare limiti di legge per le Pfas presenti in falda e che questi limiti siano equiparati ai limiti più restrittivi attualmente vigenti al mondo. Il gruppo sarà presente dal 18 al 20 marzo anche alla fiera campionaria di Lonigo (VI) per sostenere la propria iniziativa. 

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