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Pfas. Legambiente: "In troppi hanno nascosto la testa sotto la sabbia"

L'associazione, insieme al Coordinamento Acqua Libera dai Pfas, chiede uno screening sulla popolazione e sugli alimenti, affidato ad esperti indipendenti. E rilancia la raccolta firme

"L’inquinamento da Pfas a Verona, Vicenza e Padova è ormai un problema fuori controllo". A dichiararlo è il Dottor Giorgio Cester, direttore della Sezione Veterinaria e Sicurezza alimentare della Regione Veneto, nel verbale della commissione tecnica regionale sui Pfas del 13 gennaio 2016. Una situazione che Legambiente ed il Coordinamento Acqua Libera dai Pfas avevano già denunciato con un esposto in cui si ipotizzava il reato del disastro ambientale e che ha dato origine alle azioni di verifica e controllo.

Legambiente e Coordinamento Acqua Libera dai Pfas sono preoccupatiproprio come i medici veterinari pubblici, e hanno chiesto alla Regione Veneto di avviare immediatamente uno screening epidemiologico su tutta la popolazione veneta interessata, uno studio affidato ad esperti indipendenti. La loro richiesta riguarda un’indagine sugli alimenti adeguata e che i dati che riguardano l'inquinamento da Pfas siano immediatamente resi pubblici. Il Coordinamento Acqua Libera dai Pfas aveva anche promosso con Legambiente due petizioni con raccolta firme per la sostituzione delle fonti inquinate e per la determinazione dei limiti ministeriali sulla presenza dei Pfas nelle acque di falda.  

Le due associazioni stigmatizzano infine il comportamento di alcuni amministratori locali e provinciali che prima avevano negato il problema e ora si ergono a paladini del territorio e dei cittadini inquinati. A questi amministratori chiedono di riconoscere al Dottor Vincenzo Cordiano, che in primis ha lanciato l'allarme Pfas, la validità di quanto ha sempre divulgato e sostenuto sul tema, ma soprattutto ribadiscono con forza la richiesta di essere ascoltati ed invitati ai tavoli di discussione ufficiali, per l'avvio di soluzioni concrete.

"Chiederemo un incontro urgente agli Assessori Coletto e Bottaccin - ha aggiunto Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto - perché non c'è tempo per giocare a fare gli struzzi quando ne va di mezzo la salute, l'ambiente e l'economia dei cittadini veneti, e fino ad oggi in troppi hanno nascosto la testa sotto la sabbia".

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