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Inquinamento da Pfas, Guarda e Zanoni attaccano la Regione: «Mancanze intollerabili»

Duro commento dei due consiglieri regionali: «La relazione del Noe inchioda la Regione alle proprie responsabilità. Informazioni nascoste, vanificato lavoro della Commissione speciale»

«Ancora una volta dobbiamo ringraziare i carabinieri e, con grande delusione denunciare le mancanze della Regione, una volta in più intollerabili. Sull’emergenza Pfas anche i suoi gravissimi ritardi hanno condannato i veneti, aggravando le terribili conseguenze ambientali e sanitarie, mentre alcuni esponenti mortificavano cittadini e associazioni impegnati in questa battaglia, sbeffeggiandoli come se fossero degli allarmisti visionari». I consiglieri Cristina Guarda (Lista AMP) e Andrea Zanoni (Partito Democratico) vanno all’attacco dopo la relazione di ben 270 pagine del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri (Noe) di Treviso che chiamano in causa sia la Provincia di Vicenza che Arpav, ente strumentale della Regione Veneto, dalla quale si evincerebbe che il problema relativo allo stabilimento Miteni avrebbe potuto essere affrontato già nel 2006.

«Questa notizia - aggiungono i due consiglieri - non fa altro che acuire la frattura fra istituzioni e cittadinanza. In tempi non sospetti, a maggio dello scorso anno, avevamo presentato un’interrogazione, l’ennesima, sul tema Pfas chiedendo ad Arpav, tramite la Regione, se fosse a conoscenza che la barriera idraulica per depurare le acque, contro questo immane inquinamento, era stata costruita ben prima del 2013. Già da allora avevamo notato come ci fossero delle enormi incongruenze tra le prime indagini del Noe e le rassicurazioni della Giunta Zaia».

Ma nel mirino dei due consiglieri finisce anche la Commissione speciale d’inchiesta sui Pfas di Palazzo Ferro Fini: «La relazione conclusiva della Commissione - spiegano Guarda e Zanoni - si basava su risposte e informazioni di Miteni, avallate dichiaratamente da Arpav, che sono evidentemente fallaci. Un aspetto gravissimo questo, che già all'epoca abbiamo denunciato, e perciò oggi ribadiamo le ragioni del nostro voto contrario a un atto che non risponde alla ricerca di verità sul tema Pfas. La stessa Regione con il suo ente strumentale non ha voluto evidentemente dare gli strumenti per un lavoro di inchiesta serio».

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