Indagine "Isola scaligera", il Pd chiede al ministro dell'Interno di venire a Verona

I parlamentari Pd vogliono che il ministro Lamorgese presieda a Verona «un Comitato per l’Ordine e la sicurezza Pubblica dedicato a questo grave fenomeno che interessa il Veneto»

Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese

I parlamentari veneti del Partito democratico fanno sapere di aver scritto al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese perché presieda a Verona un Comitato per l’Ordine pubblico e la Sicurezza Pubblica, dopo l’operazione anticriminalità della DDA di Venezia compiuta ieri: «Un risultato eccellente che testimonia l’azione efficace dello Stato contro la criminalità. Una risposta forte per contrastare un fenomeno, quello mafioso, sempre più presente nel Veneto». È quanto hanno dichiarato i parlamentari veronesi del Pd, Gian Pietro Dal Moro, Vincenzo D’Arienzo, Alessia Rotta e Diego Zardini, unitamente ai colleghi democratici veneti Roger De Menech, Andrea Ferrazzi, Nicola Pellicani e Alessandro Zan a seguito dell’operazione della polizia, coordinata dalla DDA di Venezia, che ha portato a 26 misure cautelari, con 23 arresti, tra cui alcuni nomi di spicco in città, come «l’ex presidente della municipalizzata dei rifiuti Amia, Andrea Miglioranzi» e l’«indagato ex sindaco Flavio Tosi».

Quest'ultimo in una sua replica si è detto del tutto «estraneo» ai fatti, rilevando inoltre come l'accusa di "concorso in peculato" che gli viene mossa sia in ogni caso ben diversa dai reati di «associazione mafiosa», o «truffa» che sono invece prioritariamente al centro del principale filone dell'indagine "Isola scaligera". Circostanza ribadita e sottolineata anche dalla consigliera comunale a Verona, nonché sua compagna di vita, Patrizia Bisinella che in un'intervista a TeleArena ha rimarcato, anzitutto, come «Flavio non ha ricevuto il benché minimo avviso di nulla e abbiamo appreso la cosa dalle notizie di stampa», in secondo luogo Bisinella ha dichiarato: «La cosa che ci sorprende è che il suo nome sia stato accostato per un altro aspetto rispetto a quel filone d'indagine, un accostamento fuori luogo, inopportuno e poi caduto nel nulla che era già stato fatto anche in passato e poi nessuno si scusò per le cose infamanti che furono dette riguardo a Flavio, innocente, e a un sacco di altre persone di Verona innocenti e all'intera città sulla quale venne gettata un'ombra di grande inquietudine».

Ad ogni modo, i parlamentari veronesi del Pd Gian Pietro Dal Moro, Vincenzo D’Arienzo, Alessia Rotta e Diego Zardini, all'interno di una nota congiunta evidenziano: «Rimaniamo garantisti e ci auguriamo che la magistratura faccia quanto prima chiarezza definitiva su quanto emerso, perché al di là delle accuse, alcune molto gravi, quanto venuto alla luce sin d’ora dà l’immagine di una città sotto ricatto della malavita. Esprimiamo tutta la nostra gratitudine alle forze di polizia e alla magistratura per una operazione positiva e determinata che ha inflitto un colpo durissimo alle mafie che operano nel Veneto».

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 Gli stessi parlamentari del Pd, inoltre, nella loro nota ufficiale spiegano di aver aver infine fatto presente al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che su «iniziativa del Partito Democratico nel luglio scorso è stata organizzata una missione della Commissione Antimafia a Verona e Venezia, dalla quale è emerso con chiarezza il radicamento delle mafie sul territorio, e il forte legame tra mafia, affari e politica, con la criminalità organizzata infiltrata nell'economia e nella società, con una zona grigia fatta di professionisti e consulenti, che sono spesso l'anello di congiunzione tra le mafie, la politica e le attività economiche».

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