Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica Pescantina / Via Madonna

Indagine sulle firme sospette: i sindaci di Pescantina e San Bonifacio negano le accuse

Luigi Cadura e Giampaolo Provoli negano di aver violato la legge durante la presentazione delle loro liste all'elezioni comunali del 2014

Il pubblico ministero Maria Beatrice Zanotti ha aperto un'inchiesta per sospette irregolarità delle modalità di autenticazione delle firme raccolte per presentare le liste candidate alle elezioni amministrative del 2014. Tanti i nomi finiti nel registro degli indagati, tra cui i sindaci dei comuni di Pescantina e San Bonifacio, che ora replicano alle accuse della Procura, convinti che saranno presto tolti dalla lista. degli indagati.

Il reato ipotizzato è quello di falso ideologico, ma Luigi Cadura e Giampaolo Provoli del Pd, rispettivamente primi cittadini di Pescantina e San Bonifacio, negano di aver violato la legge nella presentazione e stesura delle liste. Insieme a loro, sono indagati anche tre consiglieri comunali dei paesi coinvolti, Damiano Berzacola, Manuel Fornaser e Giuliano Zigiotto; i primi due erano candidati sindaco contro Cadura, mentre l'ultimo era candidato a San Bonifacio.

"È stato prorogato il termine delle indagini di altri sei mesi e sono tranquillo. Stanno verificando le firme e le modalità della loro raccolta e credo, da parte mia, che i responsabili delle liste che mi hanno sostenuto abbiano fatto le cose in regola. Le firme corrispondono alle persone. In ogni caso, a mia tutela, ho incaricato un legale di assistermi in questa fase ed è un incarico privato, non certo a spese del Comune". Queste le parole del sindaco di Pescatina, Cadura, riportate da L'Arena.

Appare davvero sorpreso dell'indagine il sindaco di San Bonifacio, Provoli, che su L'Arena dichiara: "Per me è una notizia inaspettata perché sapevo dell'esistenza di controlli sulla regolarità delle firme, ma neppure lontanamente avrei sospettato di essere irregolare. Ad ogni modo sono a disposizione della magistratura per qualsiasi chiarimento, ma non ho neppure la più vaga idea di quali possano essere le irregolarità commesse".

La notizia sull'indagine della Procura è ancora fresca, perciò i politici coinvolti, ben 53, e i cittadini non potranno fare altro che aspettare ulteriori sviluppi. Nel frattempo, come riporta L'Arena, gli esponenti locali del Movimento 5 Stelle chiedono le dimissioni delle persone coinvolte nell'inchiesta "nel rispetto dei cittadini e delle liste che hanno seguito le regole".

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