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Immigrazione e polemiche in Sala Lucchi, Tosi: «Sboarina non è il sindaco di tutti i veronesi»

Ancora polemiche dopo il rifiuto del Circolo Ufficiali ad ospitare l'evento e la concessione della sala comunale. Tra tante critiche giunte al primo cittadino di Verona, a difenderlo ci ha pensato Forza Nuova: «Un plauso a Federico Sboarina che finalmente "se ne frega"»

«Sboarina ancora una volta si dimostra non il sindaco di tutti, ma solo di una parte politica, quella della destra sovranista. Nel dettaglio, mi riferisco alla presenza di Sboarina (con relativo patrocinio e contributo) al convegno del 4 ottobre al Circolo Ufficiali di Castelvecchio organizzato dal Consigliere Andrea Bacciga su libri editi da case editrici vicine a Forza Nuova e Casapound». A dichiararlo è stato l'ex primo cittadino di Verona Flavio Tosi, in riferimento all'incontro che nelle scorse ore si è appreso essere stato spostato presso la Sala Lucchi, uno spazio concesso dal Comune, a seguito del ritiro della disponibilità ad ospitare l'iniziativa, dopo le polemiche insorte, da parte dell'ex Circolo Ufficiali di Castelvecchio.

Lo stesso Tosi ha quindi motivato così la sua presa di posizione, entrando nel dettaglio delle varie attribuzioni di patrocinio all'evento: «Serit è controllata da Amia, a sua volta controllata dal Comune attraverso Agsm. Un primo cittadino, a differenza di un consigliere comunale o regionale o di un parlamentare, - ha specificato Tosi - deve rappresentare tutti e non solo una parte politica. Sboarina invece, anziché essere il Sindaco di tutti i 260mila veronesi, siano essi di destra, centro, sinistra, apolitici o apartitici, ogni volta omaggia e mette il timbro sempre sulla solita parte politica, peraltro rappresentativa di una piccola parte della città».

Ad incalzare polemicamente sull'argomento il sindaco veronese ci ha pensato anche il Partito democratico locale che, in una nota siglata da Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani, Maurizio Facincani e Luigi Ugoli, spiega: «Il cosiddetto convegno sull’immigrazione a Castelvecchio che Sboarina aveva patrocinato era tanto platealmente provocatorio e propagandistico che il Circolo Ufficiali non ha potuto fare altro che ritirare la disponibilità dei propri spazi. Uno smacco senza precedenti. Becero e pretestuoso - si legge sempre nella nota firmata dagli esponenti Pd - anche lo sfogo dell’assessore Polato che paragona un libero e stimato giornalista come Paolo Berizzi, che vive sotto scorta dello Stato perché minacciato dai gruppi degli estremisti di destra su cui indaga da anni, con Francesca Totola, autrice della fake news sulle migranti che si danno lo smalto alle unghie durante la traversata del Mediterraneo sul barcone».

Critiche al sindaco Sboarina che «ha deciso di supportare un’iniziativa di estrema destra concedendo il patrocinio all’evento dal titolo "Le bugie sull’immigrazione"», sono giunte anche dai giovani di Fridays for future Verona che in un post su Facebook spiegano così la loro posizione: «Fridays for Future Verona è, e rimarrà, un movimento apartitico, aperto al dialogo e alla collaborazione con tutti. Ma per noi è inaccettabile che il sindaco decida di patrocinare, in nome del Comune, un evento che parla di immigrazione, portando un punto di vista molto discutibile, quando il tema dell’immigrazione è così rilevante a livello ambientale».

Tra le voci apertamente favorevoli, invece, non solo al patrocinio comunale all'iniziativa, ma anche al diretto interessamento del sindaco che porterà in Sala Lucchi i suoi saluti istituzionali questa sera, è giunta sempre nelle scorse ore quella di Luca Castellini, dirigente nazionale di Forza Nuova che dal suo nuovo profilo Facebook scrive: «Un plauso a Federico Sboarina che finalmente "se ne frega" e saluterà personalmente la conferenza di venerdì sera organizzata dall’Associazione Nomos-Terra e Identità alla quale, ovvio, parteciperemo anche noi. Un caloroso abbraccio al consigliere Bacciga, - prosegue Luca Castellini - vero camerata nel pensiero e nell’azione, troppo spesso lasciato solo a rispondere colpo su colpo alle invettive di una monotematica, squallida e noiosa sinistra veronese il cui posto giusto oggi resta uno solo: la spazzatura della storia».

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