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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Immigrazione, il Pd d'accordo con la Lega

Secondo D'Arienzo il centro di Bovolone "mina il tessuto sociale del Comune"

Sui Cie, centri di immigrazione ed espulsione, il Pd non è d’accordo. E fin qui non ci sono sorprese. Più nebulose sono le motivazioni che porta a sostegno del proprio divieto nell'insediamento a Bovolone e Isola Rizza, balzato ieri alle cronache per l'interessamento del sindaco Tosi. Secondo il consigliere provinciale Vincenzo D’Arienzo “un centro del genere crea solo problemi. Non sarà più garantita la tranquillità e la sicurezza pubblica dei Comuni vicini”. Lampi e tuoni dall’elettorato di sinistra. In questo modo il Pd sembra sorpassare a destra la Lega Nord che quegli stessi stabilimenti li vuole e li esige. Anche se in campagna elettorale il problema non sussisteva: nessuno da destra a sinistra, li voleva. Almeno non qui, non a Verona.

Spiega D’Arienzo: “Nei luoghi dove esistono centri del genere si raccolgono intere comunità che hanno parenti e amici. All’esterno dei medesimi si determinano situazioni che i Comuni non sono in grado di affrontare e la gestione dell’ordine pubblico metterà a dura prova il sistema di sicurezza e controllo provinciale come accade nel Cie di Modena. Per non parlare della sottrazione di risorse del territorio, di per sé già scarse”. Parafrasando, parola per parola, un annuncio quantomeno “pericoloso” per il Pd, che, per provocazione, potrebbe sembrare un proclamo leghista a tutti gli effetti. Un vero e proprio boomerang. Ma l’intenzione di D’Arienzo e del capogruppo del Pd, Diego Zardini, è una sola: “Far capire le problematiche legate alla realizzazione dei Cie: da una parte esiste una forte perplessità sull’impatto sociale che vedrà piccole amministrazioni affannarsi per rispondere alle esigenze di integrazione, di servizi sociali e di pari opportunità. L’altissima concentrazione di immigrati porterà molte famiglie straniere ad avvicinarsi ai Centri, mandando in tilt il sistema di ricettività e accoglienza”. L’analisi del Pd provinciale non si ferma qui e manifesta ulteriori perplessità. In questo caso politiche. L’ambiguità non è di stanza solamente nel Pd ma anche la Lega, proprio secondo i consiglieri, non espone con chiarezza le proprie posizioni.

Chi vuole accollare alla provincia questa ‘rogna’- continua D'Arienzo- ha nome e cognome: ed è il sindaco Flavio Tosi che risponde alle direttive del suo sodale all’Interno, Roberto Maroni, per portare avanti la propaganda della ‘tolleranza zero’ e della lotta serrata all’immigrazione clandestina". Si fa vivace la polemica e da palazzo Barbieri giunge la rettifica di Tosi: "Non ho mai detto che il centro di immigrazione debba stabilirsi a Bovolone o Isola Rizza. Se ci fosse l'eventualità ne valuteremo i casi e le controindicazioni. Ma c'è da dire anche che per affrontare il problema non giungono proposte dal centrosinistra. Fosse per D'Arienzo lascerebbe la situazione inalterata". Ma il Pd non molla e Zardini alza il tiro: "Si vuole svendere il territorio per mantenere quelle relazioni politiche con Roma, senza tutelare la propria cittadinanza e l’ordine pubblico. Resta ancora da stabilire cosa spinge il ministro ad aprire un nuovo centro se, come i numerosi slogan provano, la clandestinità è in calo costante dall’insediamento del Governo Berlusconi. La risposta, semplice, è che non è vero che le percentuali siano in picchiata. E i Cie, come molti altri episodi hanno dimostrato, non servono a risolvere il problema. Ma solo ‘a nascondere la polvere sotto il tappeto’”.

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