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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Politica

Il senatur licenzia Galan: Il Veneto nostro

Per Bossi partita chiusa. "E' tutto deciso. Ma arrivano smentite dal Pdl

Stavolta è scenso in campo Umberto Bossi. E, di fatto, ha “mandato a casa” il soldato Galan. “Non esiste un caso Veneto, la questione è già risolta”, ha tuonato il senatur. Punto e a capo. Insomma, a sentir lui la Regione deve diventare leghista, che sia Luca Zaia o Flavio Tosi poco importa.

Tutto fatto quindi? Ma nemmeno per idea. Primo perchè Giancarlo Galan, il soldato congedato, non ha alcuna intenzione di tornarsene a casa, sia pure con un ministero di consolazione. E secondo perchè le dichiarazioni di Bossi hanno di fatto aperto una battaglia senza esclusione di colpi dentro il Pdl e soprattutto fra Pdl e Lega. Facendo arrabbiare, tanto per cominciare, Ignazio La Russa, che dopo due minuti aveva già smentito Bossi, ripetendo quello che anche Alberto Giorgetti va dicendo da tempo: “Ogni decisione sarà presa dall'ufficio di presidenza, i nomi saranno scelti ad inizio novembre".

Ma allora dov’è la verità? Se ha ragione Bossi, e cioè se il Veneto è stato già assegnato, con il consenso del premier, alla Lega, allora dentro il Pdl ne vedremo delle belle, a cominciare dalla probabile nascita del partito dei galaniani, la famosa lista civica con il nome del governatore che anche a Verona ha già un bel po’ di seguaci e che andrebbe a contrapporsi, inevitabilmente, al candidato leghista. Con il rischio di mandare in frantumi un bel po’ di maggioranze in giro per l’Italia, da palazzo Chigi a palazzo Barbieri. Se invece avessero ragione La Russa e Giorgetti, allora sarebbe la Lega a sentirsi scavalcata e “tradita” da Berlusconi, con tutte le conseguenze (vedi sopra) del caso. Insomma, un discreto garbuglio. Con Udc e Pd che per il momento stanno a guardare. L’Udc pronta ad accogliere l’eventuale civica galaniana, e il Pd che aspetta l’esito delle primarie per capire che fare. Intanto, la campagna elettorale è già cominciata, eccome.

Giancarlo Galan domani inaugura il nuovo Palazzo della Regione Veneto, con tanto di presentazione del volume “La Casa della Regione Veneto”. E vorrà pur dire qualcosa. E i leghisti sbandierano sondaggi che danno vincente Zaia su Galan. Con Flavio Tosi a inseguire. Per ora l’unica cosa certa l’ha detta il ministro dell’Interno Bobo Maroni: “Nei prossimi giorni proporrò un decreto per accorpare le prossime elezioni regionali e quelle amministrative il 28 e il 29 marzo”. La data c’è. Sul resto, infuria la battaglia.

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