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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Politica

Il rispetto contro il giustizialismo

I rondisti tendono a seguire latteggiamento giustizialista dei loro ideatori

Nelle passate settimane la stampa locale ha riassunto i provvedimenti del sindaco Tosi degli ultimi due anni, volti a tutelare–così si affermava–la sicurezza e il decoro della città. Una serie impressionante di divieti.

In pratica sono messi all’indice molti comuni comportamenti, dall’andare in bicicletta, mezzo pressoché innocuo, dove non si dovrebbe, al bere una semplice birra nei giardini pubblici, dal mangiare uno spuntino nelle vicinanze dei monumenti, a pattinare nelle vie cittadine la sera del martedì. Contemporaneamente, dopo il pacchetto- sicurezza Maroni, le Ronde diventano “ufficiali”, con un discreto numero-così si dice-di aspiranti al servizio.

Tutti sappiamo, per avercelo predicato i leghisti promotori, che Le Ronde sono necessarie per la sicurezza delle città. Ma, come sostiene anche Famiglia Cristiana (n. 109), nella versione italiana le ronde sono il fattore di un cinico calcolo politico: tenere in vita il bluff dell’emergenza criminale (che invece tutti sappiamo essere in netto calo) per proporsi come i soggetti (unici) in grado di risolverla.


La fase storica che viviamo premia “il percepito” assai di più della sostanza. E il sentimento della paura è di agevole diffusione con semplici suggestioni. Di qui l’idea leghista che c’era davvero bisogno delle Ronde. E i rondisti, di riflesso, tendono a seguire l’atteggiamento giustizialista dei loro ideatori. Così pure i divieti di Tosi sono fortemente caratterizzati sulle sanzioni. Preferiamo a questo giustizialismo un atteggiamento positivo per diffondere tra i cittadini la cultura del rispetto delle persone e dei beni comuni di cui tutti possiamo godere.

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