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Politica

Il referendum sul traforo fa paura?

La democrazia non tollera colpi di mano ma assoluta trasparenza

Una notizia che fa riflettere: anche il Pdl affronterebbe il referendum sul traforo. La Lega mai, perché ha paura. Nel 2007 Tosi ha già “smentito” se stesso, spiegando – ma solo dopo eletto – che il tunnel a nord di Avesa e Quinzano, anche se lo aveva promesso per iscritto, sarebbe costato troppo.

Secondo “buco” di Tosi: nel Collegio dei Garanti che decide l’ammissibilità del referendum sul traforo, un membro della minoranza si dimette perché, da avvocato, difende il Comitato anti-traforo. Di fronte alla correttezza di quelle dimissioni Tosi ne approfitta: “occupa” con un suo fiduciario il posto riservato alle minoranze nel Collegio dei Garanti, che boccia la prima richiesta del referendum. La democrazia non tollera colpi di mano ma assoluta trasparenza.


Nel referendum Tosi dovrà spiegare: 1) perché un traforo da 400 milioni? ne aveva uno di 100 milioni più economico; 2) perché un traforo per i camion quando ne aveva uno per le sole auto; 3) perché lo studio del traffico è stato successivo alla gara? Il referendum è occasione per dare trasparenza su queste domande. E maturare idee che ci facciano guadagnare in salute senza paura di perdere la faccia.

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