Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

D'Arienzo al vetriolo: "L'Imu diventa federale, ora che scuse ha Tosi?"

Dopo l'annuncio del governo che l'aliquota sulla casa dall'anno prossimo resterà ai Comuni, la segreteria del Pd non ha esitato a criticare il sindaco, da sempre contrario alla tassa

Dopo le ultime dichiarazioni sull'Imu, l'ufficio provinciale del Partito Democratico non ha aspettato molto prima di far sentire la sua voce. Proprio questo pomeriggio, infatti, una nota firmata da Vincenzo D'Arienzo, segretario proviciale del Pd,  riservava parole piuttosto dure al sindaco Tosi, all'epoca in prima linea contro l'imposta: "L’Imu - scrive D'Arienzo -  è la diretta conseguenza del disastro economico causato dal governo che Tosi e la Lega sostenevano. Non pago, il nostro sindaco si divertiva anche a sparare su Monti chiamato a sistemare i conti e le menzogne dei Calderoli vari. E, quindi, dissertava sul “furto” di soldi dal territorio, che con l’Imu si mettevano in ginocchio i veronesi e cose simili. Mentre la nostra cicala cantava la sua propaganda ai veronesi, altri – tra i quali il Pd - sedevano al tavolo e sono riusciti a raggiungere l’obiettivo: quella che una volta era la tassa federalista per eccellenza, l’Ici, l’anno prossimo con l’Imu tornerà ad esserlo".

Dopo il primo attacco, l'esponente della sinistra scaligera, lancia la stoccata rivolgendosi direttamente al primo cittadino: "Tosi, che scusa troverai ancora per mantenere le alte aliquote che ci hai imposto? Siamo già tra le sette città d’Italia dove si paga di più l’imposta sulla casa e quando pagheremo anche l’addizionale Irpef voluta da Tosi, certamente arriveremo primi. Siamo i più tartassati d’Italia. La notizia - continua la nota -  che ci giunge dal governo è ottima, perché finalmente Tosi non avrà più alibi: ha tassato i contribuenti medi, in stragrande maggioranza lavoratori dipendenti e pensionati il cui reddito medio va da 15 a 33 mila euro. L’anno prossimo cosa si inventerà? C’è ancora tempo per rivedere le scelte peggiori che ha fatto. Entro il 31 ottobre si può cambiare il regolamento. E’ il momento che paghi chi ha di più per alleggerire il peso su chi ha di meno".

"Visto che il prelievo ha raggiunto lo scopo - continuano i Democratici - proponiamo di abbassare la tassa sulla prima casa. Proponiamo anche altro, di abbassare l’aliquota al 4,6 per mille per le unità immobiliari concesse in uso gratuito ai figli da chi è andato a vivere con il/la compagno/a tassati da Tosi al 7,6 per mille come se fosse una seconda casa e occorre assimilare ad abitazione principale la casa dei veronesi che risiedono all’estero, purché non locata. Oltre all’Imu ai Comuni, è il caso di rivedere il patto di stabilità, soprattutto perché quelli come Tosi lo usano per nascondere le proprie inefficienze amministrative e di riprendere la discussione sul federalismo che è completamente inattuato, dopo i tanti errori leghisti".

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