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Ikea alla Marangona, stop in commissione. M5S: "Non sarebbe sostenibile"

E dubbi sull'impatto alla viabilità sono stati espressi dal consigliere Michele Bertucco: "Non si può risolvere tutto aprendo svincoli sulla Tangenziale Sud"

È in calendario domani, 6 aprile, la discussione in consiglio comunale a Verona dell'accordo firmato dall'assessore all'urbanistica Gian Arnaldo Caleffi e dal presidente del Consorzio Zai Matteo Gasparato sulla pianificazione e lo sviluppo dell'area denominata Marangona, in cui è noto sorgerà una struttura di vendita e un centro commerciale Ikea.

La variante al piano degli interventi legata all'accordo tra Comune e Consorzio Zai non ha ancora ottenuto l'approvazione in commissione, con l'opposizione che ha fatto valere i suoi voti e le sue ragioni, preoccupata soprattutto per l'impatto che l'arrivo di Ikea avrà sulla viabilità a Verona Sud. "La grande struttura di vendita Ikea sarà di 33 mila metri quadri di superficie lorda, grosso modo come Adigeo, a cui si devono aggiungere i 72 mila di Ikea Center. Totale: 110 mila metri quadri - ha spiegato il consigliere di Verona Piazza Pulita e candidato sindaco Michele Bertucco - La differenza è fondamentale per quanto riguarda il traffico generato. L'impatto viabilistico sarà di 4 milioni e mezzo di auto ogni anno. È lecito dubitare che tutto si possa risolvere continuando ad aprire svincoli sulla Tangenziale Sud. Questi sono dati eccezionali che vanno valutati attentamente, non sono noccioline".

"L'amministrazione Tosi non ha capito lo stato di disagio in cui versano i residenti della zona, in un'area già congestionata dal traffico e con un alto inquinamento atmosferico - ha detto il deputato 5 Stelle Mattia Fantinati - Si parla di una bretella stradale per deviare il traffico pesante della statale 12, ma un tale intervento non sarà sufficiente a risolvere nemmeno una parte dei problemi che la nuova apertura commerciale provocherà". E Alessandro Gennari, candidato sindaco per il Movimento 5 St­elle a Verona aggiunge: "Mi risulta che il sindaco sia il garante del­la salute dei cittad­ini e nei quartieri meridionali della città i cittadini chi­edono letteralmente pietà. Un nuovo co­losso commerciale in zona non è sostenib­ile né dal punto di vista economico, né ambientale, né socia­le".

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