Lunedì, 18 Ottobre 2021
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Ikea, l'idea di Fantinati: "Che diventi il volano per il rilancio del mobile veronese"

Il deputato veronese del Movimento 5 Stelle, che opera nella Decima Commissione attività produttive della Camera, lancia un appello al primo cittadino Flavio Tosi: "Si rifletta su quanti posto di lavoro potrebbero esserne salvati"

Dopo l'ok arrivato ieri dall'amministrazione comunale, ora si attende solo il via libera della Regione Veneto per partire con l'Iter che porterà alla costruzione di un insediamento Ikea nella zona della Marangona. Nell'area dovrebbero sorgere dei capannoni commerciali con un'area dedicata alla vendita di circa 70mila metri quadri e una superficie utile lorda di 120mila metri quadrati. Perché ciò avvenga è necessario approvare una variante urbanistica al Piano d'area Quadrante Europa (il Paqe), destinando ad un utilizzo commerciale soltanto per l'area della Marangona dove si insedierà Ikea. La zona infatti sarebbe stata destinata all'innovazione. Servono poi le autorizzazioni necessarie per adempiere ai dettami della legge regionale commerciale.
Sulla vicenda è intervenuto Mattia Fantinati, deputato veronese del Movimento 5 Stelle, che opera nella Decima Commissione attività produttive della Camera, e che lancia una proposta al primo cittadino Tosi: 

Perché non trasformare l’insediamento Ikea in un volano per il rilancio del settore del mobile veronese?

Con l’arrivo di questo nuovo centro commerciale, l’amministrazione comunale può scegliere tra due strade: o accetta di spazzare via l’intero tessuto artigianale locale del mobile, già colpito da una profonda crisi; o coglie al volo l’occasione per risollevare l’economia di questo settore.

La multinazionale svedese vuole aprire un insediamento a Verona? Allora si impegni in un progetto che coinvolga – come fornitrici della maggior parte dei prodotti venduti - le aziende del mobile d’Arte della Bassa, quelle specializzate nella realizzazione di mobili moderni, anche low cost, e le piccole imprese che si occupano delle fasi intermedie delle lavorazioni. Si tratta di un tessuto imprenditoriale importante, che conta circa 2200 unità produttive per un totale di 8mila addetti: un settore che potrebbe vedere le proprie commesse e il proprio fatturato aumentare, grazie a Ikea. Si aggiunga poi una fitta serie di attività collaterali artigianali (tappezzerie, imbottiture, tendaggi, giunco, pelle, ottone, vetri, specchi) e industriali (elementi per l’illuminazione, macchine per la lavorazione del legno, vernici, plastiche, materiali composti), che andrebbero coinvolte in questo piano.

Il sindaco parla di mille nuovi posti di lavoro: ma si rifletta su quanti potrebbero esserne salvati e quanti altri potrebbero esserne creati grazie a un piano del genere.

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