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Giunta, approvata la proposta di project financing di Amia ma il Pd storce il naso

L'amministrazione ha avvallato la proposta per "l'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, del verde pubblico, pulizia delle strade e disinfestazione" dichiarandola di pubblico interesse

La Giunta comunale ha approvato oggi la proposta di finanza di progetto “per l'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, del verde pubblico, pulizia delle strade e disinfestazione” presentata da Amia SpA, dichiarandola di pubblico interesse. Con il provvedimento, la Giunta comunale ha contestualmente approvato l'indizione della gara a procedura ristretta per la scelta del concessionario dei servizi, ponendo a base di gara la proposta di project financing presentata da Amia. Nelle more dell'aggiudicazione del project, la Giunta ha anche stabilito la prosecuzione fino al 31 dicembre 2016 della gestione dei servizi ambientali affidata ad Amia.

“A seguito di un confronto durato molti mesi con l'Unità tecnica finanza di progetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri -spiega il Sindaco Flavio Tosi- che il 5 giugno ha inviato il parere favorevole, possiamo finalmente iniziare l'iter per indire la gara sulla base del project presentato, caso quasi unico in Italia, dalla nostra Municipalizzata, che in questo modo riuscirà a garantire la continuità lavorativa ai suoi dipendenti. A breve, infatti, arriveranno comunque gli obblighi di mettere in gara questo tipo di servizi, ma con il project presentato, che consente il diritto di prelazione, Amia potrà meglio tutelare se stessa ed il futuro lavorativo dei suoi dipendenti”.

“La Giunta comunale aveva già dichiarato di pubblico interesse, nel giugno 2013, la proposta di project financing presentata da Amia -spiega l'assessore alle Aziende Enrico Toffali- approvando anche i criteri di valutazione dell'offerta e i requisiti di capacità economica, finanziaria tecnica e professionale, necessari per partecipare alla gara. Ma prima di procedere all'indizione della gara, proprio per tutelare al massimo Amia e i suoi lavoratori, l'Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno avvalersi dell'assistenza dell'Utfp della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che nel corso di più incontri ha espresso osservazioni, suggerimenti e integrazioni, utili in particolare per la corretta allocazione dei rischi. Le indicazioni dell'Utfp sono state quindi trasmesse ad Amia, che ha provveduto ad aggiornare la documentazione e che il 16 luglio ha trasmesso al Comune la sua proposta definitiva di project financing, esaminata e oggi approvata”.

Chi solleva dubbi sulla vicenda sono i consiglieri comunali Pd Michele Bertucco ed Elisa La Paglia, che in una nota diffusa agli organi di stampa spiegano le loro perplessità: 

Staremo a vedere cosa dice davvero il parere dell'Unità tecnica di finanza di Progetto della Presidenza del Consiglio sulla proposta di project financing che l'amministrazione ha fatto avanzare ad Amia. La vicenda della variante Esselunga (secondo l'amministrazione un semplice correttivo ad un procedimento sostanzialmente giusto, in realtà, come abbiamo scoperto ieri sera, la Regione ha bocciato la condotta del Comune su tutta la linea) ci conferma una volta di più che di questi amministratori è bene diffidare perché sono abituati a strattonare le leggi secondo i propri desideri. Quel che è certo è che l'amministrazione ha scelto la strada più stretta e più rischiosa. Lo ammette anche il sindaco: siamo una delle pochissime realtà del Paese a sperimentare un project financing su un servizio pubblico. In tempi in cui (va aggiunto) i project financing non sono più visti di buon occhio perché hanno fatto disastri. Ma tutto questo perché? Qual è il problema di fondo, secondo la giunta? Tutti i rischi che si stanno prendendo, che inevitabilmente ricadranno sulla testa dei lavoratori, a nostro avviso non sono per evitare la messa a gara del servizio, sono per evitare di dover condividere con i Comuni contermini la gestione del servizio di raccolta rifiuti così come avrebbe richiesto la soluzione di gestione in house, l'unica a garantire al 100% il mantenimento del servizio in capo ad Amia e di conseguenza anche i posti di lavoro. Del resto la diffidenza è reciproca: nessun comune della provincia vuol stare nello stesso Ato del capoluogo. Questo chiedevano i lavoratori che avevano disertato in massa il referendum consultivo promosso dall'azienda qualche mese fa. Questo chiedevamo anche noi, ma l'amministrazione non ci ha mai dato occasione di confronto.

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