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Scoppia in giunta la polemica sul Gay Pride a Verona. Anche Casali ora è contrario

Il coro di protesta è guidato da Alberto Zelger che su Facebook trova sostenitori nella pagina "No al Gay Pride a Verona", dove è stato pubblicato il testo del vicesindaco indirizzato a Tosi

Scoppia la polemica intorno al Gay Pride fissato a Verona per il 6 giugno, provocando fratture all'interno del centrodestra veronese che si possono ripercuotere anche sulle prossime regionali. 
La giunta che lo ha approvato infatti ora rischia di spaccarsi. Alberto Zelger, candidato alla Regione con Zaia, guida il coro di protesta, che trova per la prima volta il sostegno del vicesindaco Casali, candidato invece per Tosi, che, stando a quanto riporta il Corriere.it, ha firmato un documento dove chiede al primo cittadino scaligero di inserire nel programma per le regionali un "deciso contrasto all’ideologia di genere nella cultura, nella scuola e nell’educazione". Iniziativa che trova sostegno su Facebook, per la precisione sulla pagina "No al Gay Pride a Verona", dove è stato pubblicato tale testo con un invito rivolto ai cittadini a sostenerlo. 
Commenti e osservazioni polemiche non si fanno attendere, con il capogruppo di Forza Italia, Daniele Polato, che sul social network polemizza con lo stesso Casali: "Domanda legittima al Vice Sindaco: come mai la giunta ha autorizzato?". Così, mentre Polato si lancia nell'organizzazione di una manifestazione contro il Gay Pride scaligero, Zelger si dice lieto che il vicesindaco appoggi finalmente le sue crociate ma lo accusa anche di non essersi mai opposto fino ad ora all'evento. In tutto questo c'è chi, come Matteo Castagna, chiede all'amministrazione di vietare la manifestazione del 6 giugno per coerenza, mentre il Comitato Verona Pride 2015 ribadisce il proprio diritto di manifestare "per promuovere libertà ed uguaglianza".
La discussione è arrivata fino alla seduta del consiglio comunale, come afferma il Corriere.it, dove i tosiani Pasetto e Forte hanno chiesto a Zelger il perché abbia deciso di rimanere all'interno della maggioranza nonostante i contrasti con il sindaco su alcune questioni etiche come appunto il Gay Pride scaligero e il registro delle coppie di fatto. Domanda alla quale si è appellato anche Bertucco (PD), chiedendo  maggiore chiarezza a quei consiglieri leghisti che hanno deciso di restare sia con Tosi che con la Lega. Il Corriere infine riporta la replica di Zelger a tale quesito, a cui ha risposto affermando che la sua candidatura alle regionali contro il primo cittadino Tosi è dovuta al fatto che "il suo atteggiamento in materia, se portato in Regione, provocherebbe danni gravissimi, e porterebbe al crollo del nostro welfare che al 90 per cento si basa sulla famiglia tradizionale".

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