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Garante per i detenuti, via libera della Regione

Approvata l'iniziativa dell'assessore Valdegamberi. "Sar figura super-partes"

Un garante regionale per i detenuti negli istituti penitenziari del Veneto. L'iniziativa, approvata dalla giunta veneta con un disegno di legge proposto dall'assessore alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, è stata presentata stamani a Verona, nella sede dell'Azienda Ulss n.20, alla presenza di Paolo Presti, comandante commissario, la direttrice dell’area tratta mentale, Enrichetta Libezzi della Casa circondariale di Verona, Angela Venezia direttrice dell’ufficio detenuti e trattamento del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e lo steso Valdegamberi.

Il ruolo del garante sarà quello di osservare e vigilare sull'andamento delle carceri e sulla condizione dei detenuti e di segnalare eventuali violazioni alle autorità competenti, ma anche di sensibilizzare sui temi dei diritti umani fondamentali e sull’umanizzazione della pena. Il ddl è stato inviato all'esame del Consiglio regionale.

Valdegamberi ha ricordato, anche in relazione a recenti fatti di cronaca nazionali, che “al 2000 a questi primi giorni del 2010 sono stati 565 i suicidi in carcere e 1568 le morti sospette. Il carcere deve diventare una palestra di riscatto se vogliamo che diventi palestra di sicurezza. “Il ddl” - continua Valdegamberi, - “ribadisce l’attenzione che la giunta regionale ha da sempre nei confronti dei detenuti. Ricordo al proposito le azioni comprese dal protocollo d’intesa con il ministero della giustizia, sottoscritto già nel 1988 e rinnovato nel 2003. Ogni azione che rafforzi la finalità rieducativa della pena, non solo garantisce il rispetto di quanto previsto dal dettato costituzionale ma rappresenta uno strumento fondamentale a tutela della sicurezza della società”.


In questa prospettiva si inserisce il garante dei detenuti, autorità la cui nomina ad opera del Consiglio regionale, assicurerà un ruolo “super partes”, indispensabile per assicurare un attento esame della situazione carceraria e per migliorare le forme in cui si realizza l’esecuzione penale. La figura avrà inoltre il compito di vigilare sul rispetto della normativa prevista dall’ordinamento penitenziario e sarà effettivamente presente all’interno degli istituti di pena, contattando le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.

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