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Aggregazione Agsm, Aim e A2A, la minoranza chiede un confronto aperto

Tutti i gruppi politici di opposizione a Verona vogliono la convocazione di un consiglio comunale straordinario per discutere del futuro della più importante azienda controllata dal Comune

Foto di repertorio

Le forze politiche di minoranza a Verona si uniscono e chiedono un confronto aperto sull'aggregazione tra Agsm, Aim e A2A. I consiglieri comunali dei gruppi Lista Tosi, Fare Verona, Partito Democratico, Verona e Sinistra in Comune, Traguardi Verona e Movimento 5 Stelle hanno sottoscritto un invito rivolto alla maggioranza ed al presidente del consiglio comunale Ciro Maschio per soddisfare una richiesta avanzata da circa due mesi: convocare un consiglio comunale straordinario urgente per discutere del futuro di Agsm, la più importante azienda controllata dal Comune di Verona.
Secondo l'opposizione veronese, sul caso Agsm ci sono «lampanti dissidi interni» alla maggioranza, dei «giochi di spartizioni interne» che potrebbero essere «estremamente nocivi e pericolosi data la delicatezza dell’operazione che sta interessando Agsm e il suo importante patrimonio che è dei veronesi».

«La strategia del sindaco Federico Sboarina per una fusione alla cieca con A2A è indigeribile e invotabile per una parte della sua stessa maggioranza - scrivono i consiglieri comunali del PD Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani - La strategia di Sboarina è contraria agli interessi immediati di Agsm, in quanto l'assoluta mancanza di trasparenza espone l'azienda a verifiche sia da parte della Corte dei Conti che dell'Autorità Anticorruzione. Ribadiamo che la via maestra per rafforzare il ruolo di Agsm nel libero mercato è quella della selezione di un partner strategico mediante procedura ad evidenza pubblica».
E sempre dal PD arriva anche la voce della consigliera regionale Anna Maria Bigon che aggiunge: «Qualsiasi nuovo corso di Agsm deve essere all'insegna di alleanze che possano raggiungere obiettivi di crescita e sviluppo. Verona rischia di mettere in vendita quelli che sono stati a lungo definiti i suoi gioielli dagli stessi amministratori».

Mentre il consigliere comunale Michele Bertucco si concentra su Amia, azienda controllata da Agsm: «È senza bussola e il sindaco non se ne sta occupando. Restano i rischi per la tenuta occupazionale in tutto il gruppo Agsm che in seguito alle fusioni previste riscontrerebbe una sovrabbondanza di personale in molti i settori di attività. Ma anche su questo il sindaco non riesce ad andare oltre lo slogan».

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