Terzo partner per Agsm e Aim? «Lo si trovi con procedura trasparente»

È la richiesta che sia alza da più parti della politica veronese. E lo chiede anche la Lega, criticata da Bertucco: «Quando lo hanno proposto le minoranze ha votato contro»

Collage dei loghi di Agsm e Aim

MuVen, ovvero Multiutility del Veneto. Così sarà ribattezzata la nuova azienda che nascerà dalla fusione di Agsm e Aim, ovvero le due principali aziende controllate dal Comune di Verona (Agsm) e dal Comune di Vicenza (Aim). Un'aggregazione approvata dal consiglio di amministrazione della partecipata veronese, ma solo perché non includeva la presenza di un terzo partner industriale con cui rendere ancora più solida la nascente realtà economica. Niente accordo tre con i lombardi di A2A o con un'altra azienda tra quelle incluse in una ricerca di mercato cominciata pochi mesi fa per trovare una dote migliore rispetto a quella che A2A avrebbe portato nel matrimonio con Agsm e Aim.

Intanto, dunque, si uniranno Agsm e Aim. Poi si vedrà. Per il presidente della controllata veronese Daniele Finocchiaro, l'individuazione di un terzo partner è una necessità e dello stesso parere è anche il sindaco di Verona Federico Sboarina, il quale però si trova in disaccordo con la sua stessa maggioranza. Il principale partito che lo sostiene, la Lega, ha presentato una mozione da far votare al consiglio comunale in cui in sostanza apre la porta di Agsm e Aim ad un altro partner, ma solo se questo venisse individuato attraverso una gara pubblica. «Il che, come forza di opposizione, ci starebbe anche bene, essendo sostanzialmente quanto andiamo predicando da mesi», ha commentato il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, il quale però ricorda che la stessa richiesta era stata fatta da tutte le forze politiche di minoranza ed era stata bocciata dalla maggioranza, Lega compresa. «Occorrerà dunque tenere presente tutte le volte che la Lega, partito inaffidabile, ha cambiato idea in questi ultimi mesi - conclude Bertucco - In sei mesi, la Lega ha detto tutto e il contrario di tutto. Invitiamo i veronesi a riflettere: è un'amministrazione in grado di governare la città questa, dove ciascuno dice ciò che vuole, compreso il sindaco che cerca pateticamente di far passare una sonora sconfitta per una vittoria?».

E a proposito di mozioni, ne ha presentata una anche il consigliere comunale di Traguardi Tommaso Ferrari, il quale giudica «disastrosa» la gestione di Agsm portata avanti dal sindaco Sboarina e dalla Lega. «Si vuole veramente rafforzare la nostra azienda? Razionalizziamo gli inutili cda interni ad Agsm e proseguiamo la ricerca di possibili partner adottando criteri comparativi e competitivi - ha dichiarato Ferrari - Lega e Sboarina utilizzano la nostra azienda più importante per le loro faide interne, ed è da troppi anni che una gestione eccessivamente politica della nostra più importante realtà partecipata è servita solo ad inseguire interessi di partito. È necessario rafforzarsi, e soprattutto spingere verso investimenti green, con l'obiettivo di rafforzare l'azienda sul tema delle energie rinnovabili e dell'economica circolare».

«Cosa sta succedendo nelle stanze di Palazzo Barbieri?», si chiedono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Verona Marta Vanzetto e Alessandro Gennari, insieme al consigliere regionale Manuel Brusco, i quali si rispondono così: «Ci piacerebbe che Verona facesse parlare di sé per la ripresa delle attività culturali, o di un progetto di rilancio del turismo, o ancora di prospettive innovative per la lirica. Invece, c'è un sindaco che mette a rischio la tenuta della giunta pur di svendere a tutti i costi Agsm ad un colosso lombardo. E c'è la Lega che si oppone in un evidente scontro tra partiti della maggioranza».

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Non di svendita ma di sottomissione ad A2A parla, infine, il consigliere regionale veronese Stefano Valdegamberi, il quale suggerisce al sindaco Sboarina di «non persistere nell'errore, perché ciò che potrebbe apparire come ingenuità e buona fede non possa invece diventare una scelta viziata da consapevole illegittimità. Si chiuda l'operazione di fusione tra Agsm e Aim quanto prima. E la politica giochi la partita successiva con la massima trasparenza, cercando altri partner sul mercato, senza percorsi precostituiti. Non si facciano vestiti su misura che rispondono più agli interessi degli altri che a quelli di Agsm».

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