Quadri di Castelvecchio. "Togliere la cittadinanza onoraria a Poroshenko"

È la posizione dei consiglieri regionali Luciano Sandonà e Stefano Valdegamberi che vogliono organizzare una raccolta firme e criticano Tosi: "Il sindaco ha dimostrato la sua incapacità"

"Chi è causa del suo mal pianga se stesso".

Comincia con questo antico proverbio l'intervento dei consiglieri regionali Luciano Sandonà e Stefano Valdegamberi, dopo la richiesta fatta alla Regione dai tosiani di fare pressione al governo per il rapido rientro dei quadri rubati a Castelvecchio e ritrovati in Ucraina. "A breve inizieremo una raccolta firme perché venga tolta la cittadinanza onoraria all'oligarca ucraino", hanno aggiunto Sandonà e Valdegamberi. 

"La mozione presentata in consiglio dai tosiani - criticano i due consiglieri del gruppo Zaia Presidente - mette in luce le lacune del sindaco Tosi che, prima concede la cittadinanza onoraria a Poroshenko, poi si traveste da vittima e attraverso i propri consiglieri regionali chiede aiuto al governo italiano. In ballo ci sono opere dal valore di 20 milioni di euro e l’onorabilità di una città intera, derisa e oltraggiata dal comportamento del primo cittadino, incapace di far rispettare i tempi da lui stesso concordati per il rientro delle opere. Fu lo stesso sindaco a rassicurare tutti, affermando che le opere sarebbero rientrate a Verona subito dopo la mostra di Kiev. Questo non si è verificato e le opere sono ancora di fatto sequestrate in Ucraina senza una data certa che ne certifichi il ritorno".

Sul rientro delle tele di Castelvecchio rimangono però importanti le parole del presidente del consiglio Matteo Renzi, che durante la sua visita a Verona di ieri, 27 settembre, ha assicurato che si occuperà personalmente del problema e cercherà di risolverlo il prima possibile, parlando proprio con il leader ucraino Poroshenko.

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