Forza Italia divisa, simbolo in maggioranza e partito all'opposizione

Il sindaco di Verona è sostenuto da un gruppo che usa nome e simbolo di Forza Italia, ma nella sostanza il partito è rappresentato da due consiglieri di minoranza

Il coordinatore provinciale e quello regionale di Forza Italia (Foto Facebook)

Avere l'appoggio del partito senza il suo simbolo o avere il simbolo del partito senza il suo appoggio? È questo il dilemma di Forza Italia Verona, alla cui telenovela si è aggiunta una nuova puntata. Tutto è partito dal coordinatore provinciale Claudio Melotti che ha annunciato l'uscita dalla maggioranza che sostiene il sindaco di Verona Federico Sboarina. Forza Italia sarebbe dunque passata all'opposizione, rappresentata dai due consiglieri Anna Leso ed Alberto Bozza. Ufficialmente, però, il gruppo di Forza Italia nel consiglio comunale scaligera ha un solo rappresentante, Stefano Bianchini, che rimane fedele a Sboarina e che ha ottenuto il sostegno di Paola Bressan. La Bressan non è di Forza Italia, ma ha scelto di entrare nel gruppo di quel partito, uscendo da quello della lista civica Battiti. Bianchini, infatti, sta per lasciare il consiglio comunale per entrare in giunto ed il suo posto dovrebbe essere preso dal non eletto Enrico Guardini.
Quindi, molto probabilmente, la situazione nel prossimo futuro sarà che Bianchini in giunta e Bressan e Guardini in consiglio si terranno il simbolo di Forza Italia, ma senza avere il partito alle spalle, perché Forza Italia è nella sostanza forza di opposizione all'amministrazione Sboarina. E lo ha ribadito anche il coordinatore regionale del partito Michele Zuin: «Il gruppo di Forza Italia in consiglio comunale in realtà nulla ha a che fare con Forza Italia. Formato da persone che già attualmente esprimono, nei fatti, preferenze politiche diverse. Melotti ha già chiaramente espresso la scelta dei consiglieri veri di Forza Italia al di fuori dalla maggioranza. Se il sindaco Sboarina pensa, nominando in giunta Stefano Bianchini, di coinvolgere Forza Italia nella gestione della città, sappia che non è così. Tantomeno facendo iscrivere al Gruppo la consigliera Bressan, che per Forza Italia è una emerita sconosciuta, nonostante i suoi dichiarati valori moderati che fanno sorridere».
Mentre Bozza replica così alla Bressan, che lo aveva accusato di trasformismo: «Resto all'opposizione, coerentemente con la linea del partito provinciale e nel rispetto delle battaglie politiche e degli elettori che mi hanno votato e sostenuto per la mia coerenza e trasparenza. Questo sindaco nulla ha a che spartire per capacità politica e capacità amministrativa con il presidente regionale Luca Zaia che invece sosteniamo convintamente. Sboarina, Bressan e Bianchini pensino a risolvere i veri problemi dei veronesi esasperati e ad occuparsi delle vere priorità della città piuttosto che perdere il loro tempo nelle alchimie dei simboli e nel cambio di careghe».

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