Forza Italia a Verona contro il governo Lega-M5S sull'autonomia: «Non sta più in piedi»

Parla di un governo gialloverde che «non sta più in piedi», l'On. Brunetta oggi a Verona con Gelmini e Bendinelli, tutti critici sul «rallentamento in atto in materia di autonomia»

Da sx Gelmini, Bendinelli e Brunetta

Forza Italia attacca il governo gialloverde sul tema dell'autonomia, promessa ma ancora soltanto nell'aria, da concedere a quelle regioni che, come nel caso di Veneto e Lombardia, da molto tempo ne fanno richiesta esplicita. Gli strali forzisti giungono proprio da Verona, dove questa mattina hanno presenziato il sindaco di Garda e Senatore Davide Bendinelli, in compagnia della parlamentare Gelmini ed anche dell'On. Renato Brunetta.

«Sul tema autonomia si registra un forte rallentamento da parte del governo, - ha dichiarato Bendinelli - un dato negativo che si somma alla recessione in atto, un fattore che non dobbiamo assolutamente sottovalutare. Non vorrei che ci fosse un ulteriore rallentamento. Le motivazioni sono molto chiare: il diavolo e l’acqua santa insieme non possono convivere: Lega e Movimento 5 Stelle sono due anime inconciliabili, così come lo sono il reddito di cittadinanza da una parte e l’autonomia dall’altra. Il rischio concreto, - ha quindi spiegato ancora il sindaco di Garda - è l’annacquamento e lo svuotamento della riforma senza che i cittadini se ne accorgano».

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Non sono state impiegate parole meno tenere nemmeno da Renato Brunetta che ha indicato nella componente grillina del governo la causa, a suo dire, di ogni male: «Questo governo sta bloccando tutte le grandi opere, metà delle industrie edilizie hanno chiuso i battenti con la perdita di 600mila posti di lavoro. Siamo in recessione, e la ricetta per uscirne è proprio l'autonomia e il federalismo. Non si capisce perché dall'accordo dello scorso 28 febbraio quando c'era ancora Gentiloni, tutto sia rimasto poi bloccato. Abbiamo un governo dall'inizio di giugno e non è stato fatto nulla, solo rinvii. L'ultima data è quella del 15 gennaio, settimana prossima, per la fine dell'istruttoria con i ministeri ed entro il 15 di febbraio dovrebbe esserci la delibera del Consiglio dei Ministri. Ma, - ha aggiunto polemicamente Brunetta - cosa delibererà il Consiglio dei Ministri non è dato sapere. Abbiamo visto le preoccupazioni di Zaia che teme l'annacquamento del provvedimento, e questo è dovuto al fatto che la componente grillina della maggioranza di governo a livello nazionale si sta tirando indietro. Questo - ha poi concluso Brunetta - è l'ennesimo costo che la Lega deve pagare in nome di un governo che non sta più in piedi».

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