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Forte Lugagnano

Forte Lugagnano

Progetto e perplessità sul centro sportivo dell'Hellas a Forte Lugagnano

La proposta è diventata oggetto di scontro tra l'attuale amministrazione e quella passata, ma anche il PD ha i suoi dubbi: "Per San Massimo avanzare tante proposte di urbanizzazione tutte slegate tra loro"

Per il consigliere comunale di opposizione Michele Bertucco, si tratta di una proposta controversa e fumosa. Eppure se ne parla e il nuovo assessore allo sport Filippo Rando l'ha rispolverata con convinzione. È il progetto che interessa il Forte Lugagnano, nato sotto l'ultima amministrazione Tosi ma tenuto poco sotto i riflettori. A riprenderla ci ha pensato l'attuale amministrazione con la volontà di approfondirlo e magari realizzarlo.

Il progetto trasformerebbe l'area del forte in un nuovo centro sportivo per l'Hellas Verona. Il forte vero e proprio verrebbe restaurato e manterrebbe le sue attuali funzioni, mentre attorno nascerebbe un'area dedicata alle attività dell'Hellas e un'altra area invece aperta al pubblico con campi sportivi e spa.

Un progetto che è anche tema di scontro politico tra l'attuale amministrazione comunale e quella passata. L'assessore Rando ha quasi rimproverato i precedenti amministratori di non aver spinto avanti la proposta. L'ex assessore Bozza, ora consigliere comunale, ha ricordato tutti i provvedimenti presi per gettare le basi per un'opera che poteva essere strumentalizzata in campagna elettorale. La controreplica diretta a Alberto Bozza è del capogruppo di Battiti per Verona Domani Marco Zandomeneghi.

Il consigliere Bozza vuole far sembrare che la passata amministrazione abbia provveduto a portare avanti in modo assolutamente completo questo progetto, quando in realtà non è affatto così e le sue affermazioni sono sbugiardate dagli atti ufficiali - scrive Zandomeneghi - Il Comune, nella passata amministrazione in più di 2 anni, ha proceduto all'acquisizione delle aree, a farsi mandare un'illustrazione del progetto e pochi giorni prima delle elezioni a nominare i componenti di un tavolo di lavoro sull'argomento. Nell'amministrare una città contano gli atti amministrativi e non le chiacchiere. Tanti proclami e pochi fatti, per questo la precedente amministrazione è stata bocciata dagli elettori.

Perplessi dall'opposizione anche i consiglieri comunali PD Carla Padovani e Federico Benini, non tanto dall'idea "ma per questo continuare ad avanzare proposte di urbanizzazione tutte slegate tra loro - dicono - A San Massimo nel raggio di poche centinaia di metri quadri abbiamo una straordinaria concentrazione di criticità irrisolte, a partire dall'ecoborgo di Mezzacampagna, altra lottizzazione sostanziosa che periodicamente ritorna; cava Speziala, di fatto convertita a parco ma che da anni attende un riconoscimento e una sistemazione definitiva; cava Casona, ancora oggetto di un’attività di lavorazione del bitume ma che prima o poi andrà riconvertita. Non distante c’è pure cava Bertacchina. Dall’amministrazione comunale, dunque, ci attenderemmo una maggiore visione di insieme e una programmazione unitaria di questa vasta porzione di territorio che certamente dovrà essere oggetto di trasformazione, ma secondo un piano organico, che tenga in conto anche la questione del traffico in un quartiere come San Massimo già congestionato".

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