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Il ministro del Lavoro Elsa Fornero

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero

Fornero incontra i contestatori scaligeri: dai fischi al dialogo

La titolare di Welfare e Lavoro era in città per il Festival della Dottrina sociale al Teatro Ristori. Rifondazione Comunista l'ha accolta con una protesta che si è trasformata in un incontro costruttivo

Non si può certo dire che l'arrivo a Verona del ministro Fornero sia stato accolto con gioia. Più che squilli di trombe, infatti, la titolare di welfare e lavoro ha sentito i fischi e le urla di una ventina di attivisti di Rifondazione Comunista. Il ministro era oggi al Teatro Ristori, sede del convegno nell'ambito del Festival della dottrina sociale. I manifestanti in attesa dell'arrivo di Fornero hanno distribuito volantini in cui si chiedeva "l'abrogazione della Fornero" accusata, dai rappresentanti della sinistra di aver abolito l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori facilitando così i licenziamenti.

Il ministro, ormai più che abituata alle polemiche, ha mostrato di essersi fatta ormai la pelle dura, e ha risposto con serenità: "Oggi è un radioso pomeriggio di settembre - si è difesa davanti alla stampa - e l'accoglienza della città mi sembra splendida. La contestazione? Sarei felicissima di discutere anche con quei ragazzi che pensano che noi stiamo sbagliando". Fornero gira abilmente la questione, rilanciando la palla nel campo dei suoi detrattori: "Non sono convinti che questo governo lavori anche per loro e sarei pronta a spiegarglielo se solo volessero accettare il dialogo". "L'articolo 18 - ha proseguito il ministro del Lavoro - è stato modificato e non servirà farlo ancora, e lo Statuto dei Lavoratori non verrà più toccato. La modifica è fatta per rendere il lavoro più facile non più difficile. Non è contro i lavoratori e certo non è per facilitare i licenziamenti. Si tratta di una modifica - ha aggiunto - che vuole rendere il lavoro più inclusivo non irrigidendo i posti di lavoro che oggi esistono".

Fornero ha poi ritrovato i suoi detrattori una volta uscita dal Teatro e si è effettivamente fermata a parlarci. Davanti a lei un sindacalista pensionato della Cgil, un esodato Telecom, un giovane laureato in filosofia disoccupato, un'operaia di mezza età. Con queste persone il ministro ha discusso serenamente, e il dialogo si è dimostrato particolarmente costruttivo, tanto da concludersi con un bacio del ministro all'operaia, che ha risposto con felicità al membro dell'esecutivo: "Sono comunista e non la penso come voi, però questo bacio me lo tengo stretto". Qualcun altro era stato più duro: "Non siamo qui per farle i complimenti - aveva esordito il sindacalista - ma per dirle che vorremmo un po' più di giustizia ed equità sociale a partire dalla patrimoniale". "Noi ci siamo andati vicini - ha risposto il ministro -. Il fatto è che in Italia non esiste un registro dei patrimoni. Bisognerà crearlo. Se l'avessimo fatto, forse adesso avremmo un gettito inferiore a quello dell'Imu". "Questo - ha aggiunto - non è un governo politico. Il nostro mandato era quello di restituire al Paese la propria credibilità". L'ultima replica degli ormai ex contestatori: "Avete fatto la scelta più semplice non la più giusta". "Direi - ha replicato sicura Fornero - la scelta più efficace".

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