Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica Centro storico / Piazza Bra

Fondazione Arena. Liquidazione o commissariamento? È scontro aperto

Il PD chiede un consiglio comunale straordinario, la Lega Nord chiede un commissario, ma il sindaco Tosi non ne vuole sentire parlare e garantisce che il Comune può organizzare la prossima stagione

Continua l'effetto domino sulla Fondazione Arena. Gli ultimi anelli della catena di eventi che riguardano l'ente lirico veronese sono passati in rapida successione: i sindacati (tranne la Fials) firmano il piano di risanamento che permette di accedere ai finanziamenti della Legge Bray, viene chiesto tramite referendum ai lavoratori di confermare l'accordo, i lavoratori respingono l'accordo, il Presidente della Fondazione e Sindaco di Verona Flavio Tosi, insieme a tutto il Consiglio d'Indirizzo chiedono la messa in liquidazione per l'eccessivo indebitamento, con relativa cessazione dei rapporti di lavoro con tutti i dipendenti. Tosi ha garantito che la prossima stagione areniana si farà e sarà organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con i privati.

Il prossimo capitolo su questa vicenda avrà come protagonista il Ministro Franceschini che dovrà scegliere sulla soluzione migliore per la Fondazione Arena: la liquidazione chiesta da Tosi o il commissariamento. Ed è questa la materia di scontro politico. 

Dopo Verona Pulita, è intervenuto anche Michele Bertucco, capogruppo del PD. "D'intesa con il presidente del Consiglio comunale e gli altri gruppi consiliari stiamo inoltrando richiesta di consiglio straordinario sulla Fondazione Arena. Il consiglio comunale non si farà espropriare del suo ente più prestigioso e noto a livello mondiale da un personaggio che ha confuso la proprietà pubblica con quella personale e che dopo 9 anni non ha ancora imparato cosa significhi fare il sindaco protempore di una città. Un Sindaco non rischia di buttare al vento 100 anni di storia della città e un indotto plurimilionario senza consultarsi con nessuno". E la posizione del Partito Democratico è che sia la liquidazione che il commissariamento siano una sconfitta, di cui Tosi è l'unico responsabile. 

Anche la Lega Nord non condivide la scelta del sindaco, a cui attribuisce gravissime responsabilità insieme a quelle del Sovrintendente. "Non è tecnicamente possibile che il Comune di Verona organizzi la stagione lirica in proprio - ha scritto il segretario provinciale della Lega Nord Paolo Paternoster - non ne ha né le capacità ne le competenze né tantomeno le risorse economiche e quindi quanto affermato dal Sindaco è assolutamente non vero. L'unica soluzione possibile, per evitare ulteriori disastri, è che il Ministero competente intervenga nel più breve tempo possibile, prenda atto del fallimento della strategia fin qui seguita, commissari immediatamente la Fondazione Arena di Verona, nomini un Dirigente di provata esperienza, che sia in grado di intrattenere le normali relazioni sindacali e che coordini l'imminente stagione lirica". 

Insieme al segretario provinciale leghista Paternoster è intervenuto anche il segretario cittadino Paolo Tosato che scrive: "La decisione della liquidazione della Fondazione Arena è stata una scelta folle e sconsiderata. Si poteva e doveva riaprire la trattativa e chiuderla rapidamente. Alla liquidazione seguiranno conseguenze drammatiche. Non solo lavoratori a casa senza stipendio, fra gli altri coloro che hanno votato a fare dell'accordo, ma anche libri in tribunale, danni gravissimi per fornitori e creditori. Un vero disastro che andava scongiurato. I vertici della Fondazione non possono scaricare ogni responsabilità sui lavoratori e sulla città. Non ci resta che auspicare un commissariamento ministeriale che salvi il salvabile".

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