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Foto Ennevi

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Fondazione Arena, l'amministrazione Sboarina nel mirino di Tosi e Bertucco

"Starà alle scelte del Comune stabilire a che tipo di 'normalità' è destinato a tornare l'ente", ha detto il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune. L'ex sindaco invece incalza sulla fallita trasferta in Russia dell'Aida e dei tagli salariali

Si è tenuto il 16 ottobre l'incontro tra il Ministro Dario Franceschini e il sindaco Federico Sboarina, che ha sancito la fine del commissariamento di Fondazione Arena, con la speranza, espressa dal primo cittadino veronese, di "voltare pagina" rispetto alla crisi passata. 
Un auspicato ritorno alla "normalità" sul quale ha voluto dire la sua il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco

Starà alle scelte del Comune stabilire a che tipo di “normalità” è destinata a tornare la Fondazione Arena con la fine del commissariamento: se sarà la normalità del tirare a campare e del sistemare gli amici nei posti di vertice, “tanto a Verona i turisti vengono anche per i concerti pop e per il balcone di Giulietta”, oppure la normalità di una città che crede nel valore aggiunto della lirica e la promuove e la sostiene.

In questo senso la designazione del rappresentante della Regione nel futuro consiglio di indirizzo non fa ben sperare: a parte la fede leghista, non si capisce quali sarebbero le qualità che fanno di Gabriele Maestrelli, ex sindaco di San Pietro In Cariano, di professione analista finanziario, l’uomo giusto per la Fondazione Arena.

Saprà il Sindaco resistere alle pressioni dei vari Tosi, Casali e Valdegamberi che non vogliono la riconferma di Polo a Sovrintendente? Temiamo che a fronte dei diktat dei capibastone il Sindaco dimenticherà in un lampo ciò che il commissario, con la fiducia e il sacrificio dei lavoratori, ha fatto per risollevare le sorti della Fondazione Arena dopo che Tosi e Girondini l’avevano affossata ed erano pronti a portare i libri contabili in tribunale.

Affinché la fine del commissariamento sia un punto di svolta occorre un segno di discontinuità rispetto alle vecchie logiche spartitorie. Se ci sarà un nuovo sovrintendente, questi dovrà essere selezionato con bando pubblico. Se il Comune ha intenzione di sostenere la Fondazione, deve stanziare in suo favore più fondi; fare chiarezza sul sistema dell’extralirica e sfoltire e rendere produttivo l’attuale management della Fondazione.

E sul futuro della Fondazione è intervenuto lo stesso segretario di Fare! ed ex sindaco di Verona, Flavio Tosi, che non ha risparmiato un affondo sulla questione dello spettacolo programmato, e poi annullato, in Russia. 

Prendiamo atto dell'ottimismo del Sindaco Sboarina circa la fine delle criticità per la Fondazione Arena. Rimaniamo in attesa dell'audizione sua, del Sovrintendente Polo e magari dell'ambasciatore di tutte le russie, ovvero il Vicesindaco, dove potremo capire come, pur sapendo l'errore macroscopico che stava compiendo il Sovrintendente, abbiano lasciato che facessimo una pessima figura internazionale, facendo fallire la trasferta con Aida a San Pietroburgo. E speriamo che il futuro (attuale?) Sovrintendente prenda in mano per tempo la questione dei due mesi all'anno di taglio salariale per i dipendenti, perché tale misura cesserà alla fine del 2018 e vale oltre tre milioni l'anno.

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