Fondazione Arena. "No alla privatizzazione, si proroghi il commissariamento"

A chiederlo Lega Nord e Movimento 5 Stelle nell'ennesima settimana decisiva per il futuro dell'ente che attende ancora il sì alle agevolazioni economiche della legge Bray

Ormai si è perso il conto delle volte in cui si è detto o scritto "settimana decisiva per il futuro di Fondazione Arena". Il problema è che raramente questa espressione è stata utilizzata a sproposito. La situazione dell'ente è talmente critica, che ogni decisione importante incide sull'esistenza o meno della stessa fondazione. In pratica è una questione di sopravvivenza.

E questa potrebbe essere una settimana decisiva per il futuro di Fondazione Arena. Si deve usare il condizionale perché non è detto che il sì alle agevolazioni della legge Bray arrivi entro sabato 15 ottobre. Una condizione che metterebbe fine anche all'incarico temporaneo del commissario Carlo Fuortes

Il dopo Fuortes, il taglio del fondi del fus e la privatizzazione sono gli argomenti su cui si concentra il dibattito politico locale. Sul taglio da Roma M5S, PD e Verona Pulita hanno attaccato il sindaco Tosi. Contro la privatizzazione e per il rilancio di Fondazione Arena la Lega Nord. "Abbiamo apprezzato l'impegno di Fuortes nel condurre a buon fine la stagione lirica areniana ma alcune scelte non le abbiamo condivise - scrivono Paolo Tosato e Paolo Paternoster, rispettivamente segretario comunale e provinciale di Verona - In particolare quella di mettere in mobilità i 22 ballerini del corpo di ballo. In questa fase auspichiamo che venga confermato il commissariamento fino all'insediamento della prossima giunta nella primavera del 2017. Ci auguriamo che il piano della legge Bray venga approvato al più presto perché sappiamo che le casse della fondazione sono in grave crisi di liquidità. Vanno pagati regolarmente gli stipendi ai dipendenti che con una riduzione di 4 milioni sono stati i soggetti più penalizzati dal percorso di risanamento gestito da Fuortes. E vanno ringraziati per la loro professionalità, non certamente usati come capro espiatorio delle difficoltà economiche della Fondazione. Vanno inoltre pagati i fornitori di servizi senza eccessivi ritardi".

"In merito alle ipotesi di privatizzazione esprimiamo fortissime riserve - concludono i due esponenti leghisti - Lo Stato, con il fus, stanzia ogni anno per la Fondazione oltre 11 milioni di euro che con i contributi della Regione diventano 12. Con la privatizzazione queste risorse verrebbero meno. Siamo invece favorevoli al coinvolgimento più convinto e sostenibile da un punto di vista imprenditoriale dei privati nelle attività della Fondazione. Ben venga il loro contributo". 

Quindi Lega Nord contraria alla privatizzazione di Fondazione Arena e favorevole ad una proroga del commissariamento fino alle prossime elezioni amministrative. Una soluzione alternativa che sti sta valutando è quella di un prolungamento del mandato del commissario Fuortes, aiutato però da un comitato tecnico formato da dirigenti locali. Soluzione osteggiata dal M5S. "Il commissario si farebbe quindi aiutare da coloro che così abilmente hanno contribuito ad una qualità artistica talmente scarsa da costare al teatro 700 mila euro in meno di fus e hanno coadiuvato l’ex sovrintendente Girondini a creare la voragine debitoria in cui l’Arena è sprofondata - scrive il pentastellato Riccardo Saurini - Se il Ministero vuole davvero salvare Fondazione Arena dovrebbe innanzitutto staccarsi nettamente dalle idee del sindaco uscente, soprattutto da quel tentativo di privatizzazione dell’Arena tanto strampalato quanto dannoso, riconfermare Fuortes quale commissario a tempo pieno e se questo non fosse possibile, sostituirlo con un altro commissario all’altezza del compito".

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Secondo il M5S dunque servirebbe un traghettatore che porti Fondazione Arena al risanamento attraverso il percorso della legge Bray, così da rimanere un bene pubblico. Se poi di staff tecnico di supporto ci sarà bisogno, i pentastellati chiedono che sia esterno alla dirigenza locale.

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