Fondazione Arena. Il buon inizio dell'Opera Festival non placa le polemiche

Il salvataggio dell'ente veronese non è stato ancora certificato. Il M5S attribuisce a Tosi la responsabilità dei buchi di bilancio. E si discute anche dell'ipotesi privatizzazione

Bene, bravi, bis. Dopo l'inizio positivo dell'Opera Festival in Arena questa estate, tutti si congratulano con il commissario Carlo Fuortes, anche il ministro Dario Franceschini, ma il salvataggio di Fondazione Arena dal fallimento non è stato ancora certificato. Il piano di risanamento è stato presentato, ma da Roma non è ancora giunto il sì per l'ente veronese alle agevolazioni concesse dalla Legge Bray, che permetterebbero di ammortizzare il pesante debito della fondazione.

Proprio di quel debito parla di deputato veronese del Movimento 5 Stelle Mattia Fantinati, che attacca il sindaco Tosi e con lui tutta la vecchia direzione di Fondazione Arena: "In quattro anni Girondini e tutto il vertice della Fondazione Arena hanno accumulato 32 milioni di debiti e Tosi non ha mosso un dito, non ha fatto nulla per affrettare la rimozione dei vertici fallimentari, nonostante le nostre sollecitazioni in merito. In qualità di primo cittadino non ha mai pensato alle migliori soluzioni per la nostra città e non ha mai avuto una linea coerente. Nel continuo accumularsi di debiti non ha saputo prevenire il rischio di una liquidazione coatta per poi iniziare a minacciare di lasciare tutti a casa. Da ultimo, non sapendo più che pesci prendere, ha deciso di salire sul carro del vincitore sostenendo ogni scelta del ministro Franceschini. Ora che ci troviamo in un punto senza ritorno, dove quasi tutti i partiti indicano la strada della privatizzazione come l’unica perseguibile, senza ponderare i lati positivi e quelli negativi di tale scelta, credo sia necessaria una profonda riflessione perché non vorrei mai che il marchio venisse acquistato da qualche multinazionale araba o cinese, invece di restare, sempre e comunque, di proprietà della città di Verona".

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Privatizzazione, altra materia di scontro. Il centro culturale veronese L'Officina chiede di accantonare l'idea di privatizzare Fondazione Arena, richiesta avanzata anche dal deputato Giuseppe Civati, che ha chiesto anche una proroga al commissariamento. E proprio a Civati ha risposto il sindaco di Verona Tosi, che ha scritto: "Una volta terminato il commissariamento, la fondazione tornerà alla gestione ordinaria con la nomina del nuovo Consiglio di Indirizzo e quindi del Sovrintendente. Casomai spetterà al ministro Franceschini, se lo riterrà, proporre un disegno di legge di riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche che introduca elementi di garanzia di una gestione più manageriale e privatistica e meno soggetta alla scelleratezza di alcuni sindacati, come autorevolmente proposto da alcuni imprenditori e professionisti veronesi e da noi condiviso".

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