FAV, Bertucco chiede un incontro con sindacati e consiglio d'indirizzo

«Il consiglio comunale deve essere informato su quanto sta accadendo all’interno di Fondazione Areba, per evitare situazioni già vissute in passato durante la gestione Tosi – Girondini», ha detto il consigliere comunale

L'ingresso di Fondazione Arena

Ho depositato due richieste al Presidente del Consiglio Comunale per incontrare nell’ambito della conferenza dei Capigruppo i rappresentanti dei Lavoratori e delle Lavoratrici e il Consiglio di Indirizzo di Fondazione Arena.
Il consiglio comunale di Verona deve essere puntualmente informato su quanto sta accadendo all’interno di FAV, per evitare situazioni già vissute in passato durante la gestione Tosi – Girondini.

A renderlo noto con una nota diffusa è Michele Bertucco, consigliere comunale Verona e Sinistra in Comune. Fondazione Arena, nei giorni che hanno preceduto il Natale, ha presentato il cartellone della stagione artistica ma è anche stata interessata dagli scioperi dei lavoratori, mentre nella mattinata del 27 dicembre verrà presentato un finanziamento di Atv erogato tramite Art Bonus. 

Sono preoccupato – dice Bertucco – perché il livello di scontro che si è raggiunto tra il Consiglio di Indirizzo e le Organizzazioni Sindacali rischia di mettere in pericolo il futuro della Fondazione stessa.

È evidente l’incapacità dell’attuale dirigenza di FAV di gestire i rapporti con le Organizzazioni Sindacali, ma in questi mesi sono state, anche, disattese tutte le richieste di documentazione presentate dai consiglieri comunali alla Fondazione.

In modo particolare ad oggi non sono ancora stati chiariti i rapporti tra la Fondazione Arena e la società Arena di Verona srl (ex Arena Extra), gli emolumenti economici di Gian Marco Mazzi, il fiorire di nuove posizioni dirigenziali …

Ora dopo l’arrivo del grosso dei soldi della Bray e l’ulteriore dilazione dei pagamenti ai fornitori, è sicuro che Fondazione Arena possa disporre di più comodi margini di manovra da un punto di vista finanziario, resta tuttavia ancora da capire come si intende strutturare tale disponibilità all’interno di un piano di rilancio che ci preservi almeno nel breve termine dal precipitare di nuovo in una situazione di emergenza. Arrivati alla fine dell’anno, il famigerato piano di rilancio, già ridenominato “piano industriale”, non è ancora pronto; non si danno risposte sugli precari mentre, d’altra parte, continuano a crescere i costi del management senza alcuna valutazione sulla sua reale produttività.

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