Sabato, 16 Ottobre 2021
Politica Borgo Roma / Via Pasqualino Benedetti

Foibe, sede dell'Anpi a rischio. E trovato luogo per l'evento con Kersevan

Il consigliere comunale Andrea Bacciga ha chiesto lo sfratto per l'associazione dei partigiani. E dopo la revoca della Sala Tommasoli, il convegno con la storica Alessandra Kersevan sarà in via Benedetti

Continua lo scontro politico sui due eventi organizzati a Verona sul tema della foibe: quello che si è tenuto nella sede dell'Anpi e voluto dall'associazione dei partigiani e da alcune associazioni studentesche e quello che si terrà domani, 18 febbraio, e che avrà come ospite la professoressa Alessandra Kersevan, ricercatrice storica ritenuta da gruppo di estrema destra "negazionista" o "giustificazionista" per quanto riguarda la tragedia avvenuta sul confine nordorientale dell'Italia nel secondo dopoguerra. La stessa Kersevan già duramente contestata nel 2013 durante un incontro all'università di Verona.
Attorno ad una stessa vicenda, si sono dunque creati due casi.

CASO ANPI. È quello che potrebbe essere il più eclatante, perché il sindaco di Verona Federico Sboarina ha minacciato di togliere la sede all'Anpi. L'associazione dei partigiani, infatti, si trova in uno spazio concesso dal Comune di Verona. La motivazione della revoca della concessione della sede sarebbe l'aver organizzato un convegno per «propagandare messaggi contrari alle legge e alla pacificazione nazionale».
Contro l'Anpi, si è schierato il consigliere comunale Andrea Bacciga che ha chiesto ufficialmente «al sindaco Federico Sboarina e a tutta la giunta di valutare se sussistono ancora nei confronti dell'Anpi la possibilità e la congruità della sua permanenza in uno spazio comunale». Per Bacciga, infatti, l'incontro di venerdì 15 febbraio è stato «negazionista-giustificazionista sulla tragedia delle foibe».
In difesa dell'Anpi si è invece schierata la deputata veronese del Partito Democratico Alessia Rotta. «Sboarina mette in dubbio la rettitudine morale di un'associazione democratica come l’Anpi e minaccia di sfrattarla, dopo aver concesso che una forza neofascista come Forza Nuova si insediasse nel cuore della città. Il sindaco si occupi della città che ha bisogno di essere ben amministrata e non perda tempo con inqualificabili censure. La memoria va difesa e raccontata».

CASO KERSEVAN. Domani, 18 febbraio, è il giorno di «Io ricordo...tutto!», evento organizzato dalle sezioni veronesi di Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e Pci. L'incontro ha come ospite Alessandra Kersevan e si sarebbe dovuto svolgere nella sala Tommasoli, prima della revoca decisa dal Comune di Verona. Una revoca che ha soddisfatto CasaPound Verona. «Un atto dovuto, benché tardivo - è stato il commento sulla revoca da parte di Roberto Bussinello di CasaPound Verona - Una logica conseguenza del comportamento pregresso tenuto dagli esponenti della sinistra, da quella più moderata alla più estrema, che aveva sempre cercato di impedire conferenze ed addirittura concerti organizzati da gruppi e movimenti che non la pensano come loro. Noi di CasaPound, in ogni caso, eravamo già pronti ad intervenire alla conferenza con i nostri uomini ed avevamo già anche contattato alcuni rappresentanti degli esuli giuliano dalmati, che sarebbero a loro volta intervenuti insieme a noi».
Sarà dunque da vedere la reazione di CasaPound e delle altre forze di estrema destra cittadine, visto che il convegno si terrà. Gli organizzatori hanno infatti confermato che l'evento sarà domani alle 20.45 in via Benedetti 18, sede di Rifondazione Comunista a Verona.

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