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Foibe, Sboarina revoca la sala comunale per l'incontro con Alessandra Kersevan

Da Palazzo Barbieri fanno sapere che il provvedimento è stato preso per una violazione amministrativa, ma le polemiche delle ore precedenti, ed alimentate anche dallo stesso Primo cittadino, preannunciano un nuovo scontro politico

Le Foibe - Immagine di repertorio

Diventata oramai motivo di scontro politico, anziché di studio, la discussione sul tema delle Foibe si è arricchita di un nuovo capitolo. Questo dopo la "minaccia" del sindaco Sboarina all'Anpi di negargli una sede (trovando l'appoggio di Forza Nuova) in caso l'incontro programmato si fosse rivelato "riduzionista" e la dura replica di Michele Bertucco e della stessa associazione
Nella discussione è subentrato poi anche il Partito Democratico di Verona, con una nota firmata dai segretari proviciale e cittadino, Maurizio Facincani e Luigi Ugoli, oltre al il gruppo consiliare comunale compsto da Federico Benini e Elisa la Paglia e Stefano Vallani, con la quale viene contestato l'atteggiamento del Primo cittadino nei confronti di quello che dovrebbe essere un argomento di studio. 

La memoria va difesa per intero, promuovendo il ricordo e la riflessione rispetto a tutte le atrocità della storia, la memoria non va brandita come una clava. È dunque squallido il tentativo del Sindaco di gettare fango su una libera e meritoria associazione come l’Anpi che ha sempre svolto con fermezza e rigore il proprio ruolo di testimone della democrazia. Spargendo sospetto e pregiudizio su una iniziativa già di per se delicata dal punto di vista della ricostruzione storica, Sboarina contravviene agli stessi principi della cosiddetta riappacificazione nazionale di cui a parole vuole farsi promotore.
Non bastava il silenzio sulle provocazioni di vero e proprio revisionismo storico dei vari Donazzan e Bacciga contro cui Sboarina non ha mai proferito parola, ora il Sindaco si mette a fare pure i processi alle intenzioni, togliendo o minacciando di togliere la concessioni di spazi pubblici.
Il tema del confine italo-sloveno è da sempre una vicenda delicata e non è assolutamente credibile che un Sindaco come Sboarina, che di professione fa l’avvocato, abbia la verità in tasca. Sfrattando l’Anpi dopo aver concesso che una forza di chiaro stampo neofascista come Forza Nuova si insediasse nel cuore di Verona, Sboarina raggiungerebbe il punto più basso della propria carriera.
Sorprendente, poi, che nel mirino censorio di Palazzo Barbieri finiscano quegli stessi studenti medi con cui Sboarina dice di volere instaurare un dialogo, facendosi invitare, talvolta invasivamente, a qualunque assemblea d’istituto, dove finisce per sproloquiare ininterrottamente per ore senza alcun tipo di contraddittorio come accaduto di recente anche al Montanari.
Scelga il Sindaco su quale piano confrontarsi: vuole davvero che gli domandiamo dov’era il 27 gennaio scorso, altro giorno della memoria, quando il suo nome era assente dagli appuntamenti ufficiali del Comune di Verona?

Temi ripresi anche dal consigliere per Verona e Sinistra in Comune, Michele Bertucco, che anche in questo caso utilizza la parola "censura" per identificare l'atteggiamento tenuto da Sboarina. 

Posto che le foibe sono un crimine della storia, mi domando quale siano gli elementi in possesso del Sindaco di Verona che gli consentano di bollare come “riduzionista” il convegno dell’Anpi e “negazionista” quello organizzato al Tommasoli da Rifondazione e Potere al Popolo.
A questo punto invito Sboarina ad istituire l’apposito ufficio comunale per Censura e di metterci a capo il fido Bacciga visto che ormai detta la politica culturale dell’amministrazione. Giunti a questo punto Sboarina non fa gli interessi di nessuno, nemmeno degli esuli, la sua è pura propaganda a beneficio degli estremisti di destra. Dovremmo infatti censurare anche il giornalista Gian Antonio Stella che intervenendo ad un convegno del Comune ha detto che hanno sbagliato tutti, De Gasperi a sottovalutare, il Pci a negare e gli stessi esuli che si sono in gran parte identificati con l’estrema destra?
Ruolo dell’amministrazione comunale sarebbe quello di consentire il dibattito nel quadro della libertà costituzionale e non di stabilire a priori quali tesi siano ammissibili.
Questo è forse l’ultimo scivolone di un Sindaco troppo debole e impreparato a governare una città come Verona, ostaggio di speculatori ed estremisti di destra.

La revoca

Considerazioni quelle offerte dall'opposizione, che non hanno impedito all'amministrazione comunale di negare la sala comunale Tommasoli per l'evento "Io ricordo... Tutto! Incontro con Alessandra Kersevan", con protagonista la ricercatrice storica goriziana.
La revoca è arrivata nella giornata di venerdì 15 febbraio: l'ufficio stampa del Comune di Verona ha fatto sapere che il provvedimento è stato attuato per una violazione delle norme amministrative. Viene riferito infatti che la sala sarebbe stata prenotata per un'assemblea pubblica con oggetto un altro argomento, mentre quello che è stato presentato venerdì mattina a Palazzo Barbieri era un incontro con l'autore il cui tema, appunto, era la vicenda storica delle Foibe. Una norma, hanno riferito sempre dal Comune di Verona, utile a controllare la tipologia di attività che viene svolta negli spazi comunali. 

Un problema "tecnico" dunque avrebbe portato alla revoca, richiesta in precedenza da Andrea Bacciga (come riportava già Potere al Popolo - Verona sulla propria pagina Facbook), che sul proprio profilo social esulta: «Revocata la sala di lunedì per il convegno negazionista sulle foibe. Un grande plauso a Sboarina Sindaco!». 
Non poteva inoltre mancare il commento di Forza Nuova: «Richiedere uno spazio pubblico omettendo ovviamente di precisare che l’ospite dell’incontro sarebbe stata la “ricercatrice storica” Alessandra Kersevan, dà sufficientemente la misura di quanta cattiva fede animi quei sepolcri imbiancati, gente dalla doppia morale, che non arrendendosi all’evidenza storica che ha purtroppo rivelato al mondo le indicibili atrocità inflitte ai nostri fratelli infoibati o esiliati, hanno invocato il sequestro poliziesco di interi periodi storici, e oggi si stavano accingendo ad occupare spazi pubblici per i loro deliri».

Dal punto di vista normativo la decisione presa da Palazzo Barbieri è dunque legittima, ma i più maliziosi probabilmente non potranno non pensare ad un Primo cittadino che strizza l'occhio all'estrema destra veronese. Il tutto infatti arriva dopo la dura uscita di Sboarina contro l'Anpi, per un incontro che già da subito non sembrava avere connotazioni "negazioniste", e dopo le pressioni ricevute da movimenti non sempre propensi al dialogo come Forza Nuova, che proprio sull'incontro con Alessandra Kersevan aveva dichiarato: «O il Comune revoca la concessione di quella sala o ci penseranno i patrioti ad impedirlo!». 

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