Modifica dello statuto del Veneto, avanzata la richiesta di referendum

Per ora è stata sottoscritta da sette consiglieri regionali e per essere presa in considerazione servono altre quattro firme. All'appello, al momento, mancano le firme dei consiglieri PD: «Decideremo di concerto con la segreteria regionale»

L'aula del consiglio regionale del Veneto (Fonte foto: sito Consiglio Regionale Veneto)

L'obiettivo è a portata di mano: ora ci mancano solo quattro firme. Una volta ottenuta l'adesione del Partito Democratico, il referendum sulla riforma statutaria imposta da Zaia diverrà realtà e i veneti potranno bloccare una riforma antidemocratica, che distorce la volontà popolare.

Sette consiglieri regionali (Piero Ruzzante, Jacopo Berti, Cristina Guarda, Patrizia Bartelle, Erika Baldin, Manuel Brusco e Simone Scarabel) hanno sottoscritto la richiesta di un referendum confermativo, concesso dalla Costituzione, per le modifiche allo statuto della Regione Veneto votate dalla maggioranza. «Una forzatura, uno sgarbo istituzionale dettato da pura e semplice ingordigia: hanno aumentato le poltrone, riportandole a 61, come ai tempi di Galan - sostengono i sette consiglieri - Le dieci poltrone in più, però, vanno tutte alla maggioranza. Al candidato presidente più votato basterà poi il 40% dei voti per sbloccare il super-premio di maggioranza, 30 seggi in consiglio regionale pari al 60% totale dei seggi. A questi vanno aggiunti i 10 assessori esterni, nominati direttamente dal presidente. Risultato: con il 40% dei voti otterrà 40 poltrone su 61, pari al 66%». 

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Per dare seguito alla richiesta di referendum confermativo, alle sette firme attuali ne servono altre quattro. Tra le forze di minoranza, attualmente, non hanno firmato i consiglieri regionali del PD. «Abbiamo denunciato in aula quanto fosse sbagliata la modifica dello statuto perché rompe una sorta di patto costituzionale costruito con fatica nella scorsa legislatura, e lo ribadiamo - ha commentato il consigliere democratico Stefano Fracasso - Sul referendum, il gruppo consiliare del PD assumerà una decisione di concerto con la segreteria regionale: insieme valuteremo quali azioni intraprendere».

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