Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica Centro storico / Piazza Bra

Tasse sulla plastica e sul fumo, petizioni e pressioni per evitarle

Raccolte di firme ed incontri con i parlamentari per scongiurare dei balzelli che potrebbero aumentare i prezzi a prodotti di prima necessità e ad accessori come cartine e filtri

Le tasse sono ciò che preoccupa di più sulla Legge di Bilancio presentata dal secondo Governo Conte. Ciò che tutti i cittadini temono è che alla fine, direttamente o indirettamente, saranno loro a pagarle. E per evitarle, cittadini ed attività economiche si sono attivati in vario modo.

Ad esempio, una novità della manovra finanziaria in fase di approvazione è la cosiddette «Plastic Tax», la tassa sulla plastica. Si tratta di un balzello che sarà applicato agli imballaggi monouso in plastica, come le bottiglie dell'acqua, i flaconi dei detersivi o i contenitori del latte in tetrapak. Quindi, questa tassa potrebbe far aumentare il prezzo di alcuni prodotti di prima necessità e pertanto è stata lanciata una petizione per chiedere l'immediata eliminazione della «Plastic Tax».

Altra strada, invece, hanno scelto le aziende del mercato del fumo che potrebbero essere toccate dall'aumento della tassazione sugli accessori per quei fumatori che non comprano i pacchetti di sigarette ma preferiscono farsele, acquistando tabacco trinciato, cartine e filtri. Le ditte del settore stanno presentando le loro ragioni direttamente ai parlamentari, i quali hanno la possibilità di proporre delle modifiche alla Legge di Bilancio. Tra i parlamentari incontrati ci sono stati anche i veronesi Alessia Rotta del Partito Democratico e Paolo Paternoster della Lega, a cui è stato spiegato che questa tassa non toccherà i cittadini più ricchi e potrebbe agevolare il mercato nero.

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