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San Bonifacio e Pescantina, firme elettorali irregolari. "Nuove elezioni?"

A chiederlo al prefetto Mulas, alcuni esponenti locali del M5S che mettono in discussione la regolarità del voto che ha premiato Giampaolo Provoli e Luigi Cadura

La ribattezzata firmopoli del M5S nel veronese non riguarda gli eletti pentastellati, tanto che i deputati Francesca Businarolo e Mattia Fantinati hanno chiesto al prefetto di Verona Salvatore Mulas se non sia il caso di ripetere le elezioni a San Bonifacio e a Pescantina. La motivazione secondo i grillini veronese riguarda le firme elettorali, raccolte in maniera non certificata nei due comuni.

"In tribunale tutto si è risolto con il patteggiamento per entrambi i primi cittadini - fanno sapere dal M5S - Giampaolo Provoli di San Bonifacio ha ottenuto 5 mesi e 19 giorni e Luigi Cadura di Pescantina, 5 mesi e 12 giorni di pena. In entrambi i casi non si può applicare la legge Severino, trattandosi di pene inferiori a sei mesi, altrimenti entrambi i sindaci sarebbero decaduti".

La questione sulla validità dell'elezione però rimane "anche se non ci possono essere ulteriori conseguenze per Provoli e Cadura - scrive Businarolo - Risulta evidente che le loro liste non avrebbero potuto essere presentate e che quindi il risultato elettorale risulta profondamente influenzato. Se con la giustizia se la sono cavata con il patteggiamento, ammettendo le loro responsabilità, dal punto di vista delle conseguenze elettorali è ancora da accertare".

La battaglia è portata avanti anche da due consiglieri comunali dei rispettivi paesi, Anna Firolli a San Bonifacio e Samuele Baietta a Pescantina. "Con quale coraggio può dirsi ancora rappresentativo un sindaco che ha patteggiato? - si chiede Baietta - Il suo mandato è delegittimato da quanto accaduto, e non possiamo permettere che continui a prendere decisioni che influenzeranno le vita di migliaia di cittadini per i prossimi trent'anni. Se davvero ha a cuore il benessere di Pescantina si faccia da parte e lasci che la volontà popolare si esprima nuovamente».

La vicenda nel veronese non riguarda solo questi due comuni, ma anche San Giovanni Lupatoto ad esempio, dove il sindaco Gastaldello pare sia intenzionato ad aiutare legalmente i cittadini accusati di aver firmato su più liste.

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