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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Filobus, opposizioni all'attacco: «In 5 anni l'Amministrazione Sboarina non ha fatto passi avanti»

Michele Bertucco, Tommaso Ferrari e Stefano Vallani, attaccano la maggioranza di Palazzo Barbieri sul progetto: «La sensazione è che Sboarina sul filobus continui a seguire l’esempio di Tosi, e non solo per quanto riguarda progetti e varianti»

«In questi 5 anni l’amministrazione Sboarina non ha saputo fare un passo in avanti sul progetto filobus. Siamo fermi ai percorsi approvati dalla giunta Tosi nel 2012». Sono Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona in Comune e Sinistra in Comune, Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi, e Stefano Vallani, consigliere comunale del Partito Democratico, ad accusare la maggioranza di Palazzo Barbieri sul tema della mobilità: «Ma è ormai chiaro a tutti che, nonostante promesse e rinvii, sul filobus non si può tornare indietro: per questo è necessario integrare il progetto e informare con trasparenza i cittadini».

«L'infrastruttura - proseguono le opposizioni -, per essere davvero di servizio alla città, avrebbe dovuto essere estesa ad altri quartieri attualmente esclusi, perché così com'è adesso il tracciato è insufficiente e per ampliare la rete della mobilità pubblica. Per farlo, avrebbero fatto molto comodo i fondi per la mobilità sostenibile sbloccati di recente dal ministero delle Infrastrutture (gli stessi che Padova è riuscita ad ottenere e con i quali amplierà il tracciato della metrotranvia), ma anche su questo fronte, come su quello dei fondi Pnrr, l'Amministrazione ha dimostrato tutto il suo immobilismo, non avendo nessun progetto pronto da presentare e quindi non potendo partecipare ai bandi.
Non solo: da tempo, il Comune ha annunciato la presentazione delle varianti al percorso ipotizzando maggiori spese per realizzare l'opera filovia, ma non ha messo anche nel bilancio di previsione del 2022 i fondi per la costruzione dei parcheggi scambiatori, esclusi nel finanziamento ministeriale, senza la cui realizzazione (come indicato nel parere della Provincia di Verona) non potranno essere messi in strada i mezzi.
Siamo praticamente alla vigilia del 31 gennaio del 2022, quando, secondo il contratto, sarebbe dovuta entrare in funzione la prima linea del filobus a Verona e vige ancora oggi il buio totale sull’opera.
Oltre a ciò, non si contano imprecisioni e superficialità contenute nelle varianti al progetto, messe in luce anche dalla Provincia negli scorsi mesi. Come è possibile, per esempio, che l’eliminazione dell’ipotesi di galleria pedonale su Via San Paolo non determini alcuna ripercussione sui tempi di percorrenza del mezzo, se il tratto a senso unico alternato passa da alcune decine ad alcune centinaia di metri? O il caso dello sdoppiamento da via Pisano su viale Spolverini, dove bisognerebbe prevedere anche una ztl che assicuri i corretti tempi di percorrenza, oltre che una adeguata informazione agli utenti che, specialmente nel caso siano turisti o non residenti, rimarrebbero completamente spiazzati non sapendo da che parte aspettare il mezzo.
Resta poi intatto il nodo della cantierizzazione per l’unificazione dei sottopassi in via Città di Nimes. L’ipotesi annunciata continua a prevedere una preventiva riduzione del 25-30% del traffico prima di convogliare il rimanente in un “anello di circolazione a senso unico tra i nodi di Porta Palio e Porta Nuova che consente una più rapida realizzazione delle opere del sottopasso, nell’arco di un anno”. Ma come si intende realizzare questa condizione preliminare? Nebbia fitta.
La sensazione è che Sboarina sul filobus continui a seguire l’esempio di Tosi, e non solo per quanto riguarda progetti e varianti. Dopo mille promesse contraddittorie, ora l’amministrazione punta solo a tirare a campare, arrivando a fine mandato senza trovare soluzioni convincenti ai problemi ancora aperti, senza informare adeguatamente i cittadini e, soprattutto, senza prevedere progetti seri di ampliamento indispensabili per rendere il filobus davvero efficiente e utile per la città. Si rimanderà tutto alla prossima amministrazione, che si troverà per le mani un progetto incompleto e ancora in sospeso. Una bomba ad orologeria, con cui da dieci anni si continuano a prendere in giro i veronesi».

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