Filobus, la proposta di Venturi: «Il sindaco scelga un commissario»

Il rappresentante di Generazione Verona ritiene impantanata la realizzazione dell'opera e quindi per lui serve «una figura con pieni poteri che decida, che abbia coraggio e che risponda alla gente»

Tracciato del filobus tra via Pisano e via Spolverini

Un commissario per il filobus. L'associazione Generazione Verona ha lanciato l'idea attraverso il proprio rappresentante Fabio Venturi. In questa estate che si preannuncia calda per i cantieri del filobus, che hanno già generato proteste politiche ma anche forti lamentele da parte di residenti, commercianti e artigiani, Generazione Verona rilancia sull'opera che dovrebbe migliorare il trasporto pubblico cittadino del capoluogo. La sua realizzazione non procede a velocità spedita, anzi, Fabio Venturi parla espressamente di «pantano» e per uscire da questa situazione chiede al sindaco di Verona Federico Sboarina di indicare una sorta di commissario per il filobus. «Una figura con pieni poteri che decida, che abbia coraggio, che risponda alla gente - spiega Venturi - Se andiamo avanti così e perderemo il finanziamento statale, faremo arrabbiare i cittadini e lasceremo i cantieri a metà. Saremo i più ridicoli d'Italia, e d'Europa».

Nel frattempo, anche senza commissario, i cantieri del filobus vanno avanti tra i mugugni di coloro che li devono sopportare e Megareti, società del gruppo Agsm, ha già in programma la costruzione di undici nuove cabine elettriche che serviranno ad alimentare il mezzo di trasporto. Mentre nell'ultimo consiglio comunale di Verona è stata approvata una mozione presentata dal capogruppo di Battiti Daniele Perbellini, con cui si chiede lo sdoppiamento del percorso fra via Pisano e via Spolverini. In questo modo, via Pisano conserva gli attuali parcheggi e viene percorsa dal filobus in direzione centro città, mentre via Spolverini viene utilizzata per il ritorno della filovia verso Borgo Venezia e San Michele. 
«La mozione impegna la giunta a chiedere lo sdoppiamento al Ministero, con un problema non di poco conto: una modifica del genere richiede una variante urbanistica con tempi molto lunghi - contesta il consigliere comunale di opposizione Michele Bertucco - La presa in giro è evidente se si pensa che l'attuale maggioranza, che si lamenta di avere ereditato l'opera dalla precedente amministrazione, è in gran parte dei suoi componenti la stessa che nel 2007-2008 aveva deciso di sostituire la tramvia con il filobus e che negli anni successivi aveva approntato il progetto e inviato richiesta di parere alle stesse circoscrizioni. Vederli oggi comportarsi come se il progetto fosse piovuto dal cielo è semplicemente penoso. È dal 1994 che a Verona si parla di tramvia prima e poi dal 2007 di filobus: siamo nel 2019 e a cantieri partiti non abbiamo ancora un progetto definitivo».

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