Filobus senza fili? «Tempo perso, lavori inutili e milioni di euro buttati»

La filovia potrebbe essere sostituita da bus elettrici che non avrebbero bisogno di fili per alimentarsi. Esattamente ciò che alcuni comitati cittadini propongono da tre anni

Ricarica di un autobus elettrico

«Tre anni di lavori inutili, alberi tagliati e milioni di euro buttati». Il movimento civico Prima Verona ed alcuni comitati cittadini hanno sintetizzato così quanto fatto dall'amministrazione comunale di Verona per realizzare il progetto filobus. Un progetto che dovrebbe essere modificato pur essendo ancora in corso alcuni lavori per concretizzarlo.

Come potrebbe cambiare il progetto della filovia di Verona ancora non si sa, ma alcune indiscrezioni hanno ipotizzato quella che potrebbe essere la modifica più importante. Il mezzo di trasporto non potrebbe più essere un filobus, perché non ci sarebbero più i fili ad alimentarlo elettricamente lungo il tragitto. Il veicolo potrebbe essere sostituito da autobus elettrici, alimentati con batterie ricaricabili. Una soluzione che ricalcherebbe quella proposta dai comitati che oggi, 20 luglio, con Prima Verona, hanno attaccato l'amministrazione del sindaco Federico Sboarina.

Con una petizione sottoscritta da più di 5mila cittadini, i comitati avevano infatti già chiesto la fine dei cantieri per il filobus in città ed il rimpiazzo del mezzo con i fili con autobus sempre elettrici ma senza fili, la cui batteria si sarebbe ricaricata in corrispondenza delle fermate. E questo è stato ribadito oggi da Michele Croce di Prima Verona e da Claudio Rubagotti del comitato Operafilavia, da Giovanni Valenza del comitato San Paolo, da Caterina Danzi del comitato Avatar degli Alberi e da Fabrizio Croci di Verdeblu.

«Pare che il sindaco abbia deciso di fare esattamente ciò che i comitati propongono da tre anni - ha dichiarato Croce - Questo ritardo non è però accettabile, perché il tergiversare del sindaco ha comportato nove milioni di euro fino ad oggi spesi per i lavori, di cui due perfettamente inutili perché relativi ad opere che non serviranno più. Se a ciò sommiamo che non c’è un atto formale di variante dell'opera, che centinaia di imprese hanno dovuto chiudere, spostarsi o anche semplicemente perdere fatturato a causa dei lavori, ne esce una tragedia che vede come unico grande responsabile il sindaco di Verona, che parla ma non decide e intanto crea danni. Sarà nostro compito tutelare i cittadini e le imprese danneggiate per ottenere il risarcimento dei danni».

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(Michele Croce al centro con i rappresentanti dei comitati contrari alla filovia)

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