Come Pinocchio, un "filobus senza fili". Bertucco: «Niente di concreto»

Di fronte ad un sindaco che annuncia possibili modifiche del progetto, il consigliere comunale chiede di vedere le carte e poi commenta: «Non c'è nulla, siamo alle chiacchiere in libertà, che sono materia da bar e non da consiglio comunale»

Rendering del filobus con fili

Martedì scorso, 14 luglio, la giunta comunale di Verona ha approvato un piano di investimenti in infrastrutture che comprende anche i parcheggi per il filobus, il cui doppio tracciato è in fase di costruizione. Una fase che però non precede senza intoppi. Il sindaco Federico Sboarina ha, infatti, annunciato la volontà di modificare il progetto. In che modo, però, ancora non si sa.

Si è capito che non saranno unificati i due sottopassi nella zona di Via Città di Nimes. E probabilmente anche il mezzo di trasporto sarà diverso. Non più un filobus che trarrà la sua alimentazione dai fili elettrici appesi a dei pali, ma sempre un veicolo elettrico e quindi con batteria ricaricabile. Perché il Comune di Verona deve, come dice il proverbio, «salvare capra e cavoli». Cioè vuole portare a compimento l'opera, per evitare di subire i ricorsi dell'Ati chi si è aggiudicata i lavori, portandoli avanti regolarmente. Però non può permettersi di modificare troppo il progetto, per non rischiare di perdere gli 85 milioni di euro di finanziamento statale. E la soluzione del «filobus senza fili» potrebbe essere quella in grado di tenere in equilibrio le due necessità.

Ma quanto ci sarebbe di concreto sulle modifiche al progetto filobus annunciate da Sboarina? Poco, secondo il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco il quale ha chiesto agli uffici di competenza gli atti concreti che testimonierebbero la volontà di cambiare la filovia veronese. «Non c'è una intesa con l'Ati che porti tra l'altro anche alla sospensione dei lavori e non c'è una ipotesi di revisione del progetto con il Ministero - scrive Bertucco - Mancano dunque i presupposti fondamentali per poter parlare seriamente della possibilità di modificare in corsa il progetto. Qualsiasi ipotesi di revisione deve prima passare da un accordo con l'Ati, l'associazione di imprese che sta realizzando i lavori, tra mille difficoltà, ma che ha in mano un contratto valido e firmato. In secondo luogo occorre una ipotesi di modifica del progetto da proporre al Ministero. Di tutto questo al momento non c’è nulla, siamo alle chiacchiere in libertà, che sono materia da bar e non da consiglio comunale. Gli unici documenti agli atti sono: una richiesta ad A4 per l'occupazione delle aree del casello di Verona Sud, finalizzata alla continuazione dei lavori del filobus; una richiesta di accordo con A4 e A22 che ipotizza di dare ai veronesi la possibilità di usare gratuitamente le autostrade durante il cantiere di via Città di Nimes. Ma, a questo punto, è legittimo chiedersi se l'unificazione dei sottopassi si farà o no. Invitiamo il sindaco ad essere più serio: prima di propagandare soluzioni che nei fatti non esistono, mostri le carte o spieghi i suoi intenti».

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E lo opposizioni veronesi continuano ad evidenziare il fatto che ci sono dei cantieri attivi in città per la realizzazione di un progetto che l'amministrazione comunale dice di voler modificare. Per questo i consiglieri comunali del Partito Democratico di Verona Federico Benini ed Elisa La Paglia chiedono di fermare la posa di plinti che serviranno per sostenere i fili di una filovia che potrebbe non averne bisogno. «Sboarina sta abusando della pazienza dei cittadini veronesi e dello stesso Ministero che aveva dato la propria disponibilità a valutare soluzioni alternative purché venisse mantenuto il criterio della guida vincolata - hanno dichiarato Benini e La Paglia - Un'amministrazione seria parla con i progetti, non con gli annunci. Il problema vero dello stallo del progetto filobus è economico, non sanitario: Sboarina non sa come finanziare le varianti necessarie in Via Pisano e in Via San Paolo e non sa se e quando riuscirà a realizzare i parcheggi scambiatori. Questa è la realtà. Quindi cominci con l'ammettere che non riuscirà mai a rispettare il termine di gennaio 2022 per la consegna dei lavori. E si presenti al consiglio straordinario sul filobus con una proposta concreta, di chiacchiere e pasticci la città ne ha abbastanza».

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