Filobus, Bertucco: «Sboarina non ha rispettano nessun impegno preso»

Ed anche per i consiglieri comunali del Partito Democratico. il sindaco di Verona è stato inadempienti nei confronti di una importante mozione approvata dal consiglio comunale a luglio

Un cantiere del filobus (Foto di repertorio)

Il 30 luglio scorso, con una mozione presentata da Michele Bertucco e approvata del consiglio comunale di Verona, al sindaco Federico Sboarina e alla sua giunta era stato dato il compito di tenere aggiornati i consiglieri sulla prosecuzione o sullo stop del progetto filobus. E lo stesso sindaco si era dato tre mesi di tempo per presentare una soluzione allo sblocco dei cantieri per la filovia o per proporre un nuovo sistema di trasporto pubblico. I tre mesi sono scaduti e Bertucco ha commentato: «La situazione è peggiore di prima».

Per il consigliere di Verona e Sinistra in Comune, la situazione è peggiorata perché Amt, azienda controllata dal Comune e stazione appaltante del filobus, ha rescisso il contratto con le aziende che si erano unite in un'Ati e si erano aggiudicate i lavori. «Mentre il sindaco non ha mai adempiuto a nessuno dei suoi impegni - ha aggiunto Bertucco - Non sappiamo che cosa stia facendo l'amministrazione, non conosciamo la posizione del Ministero dei trasporti, appare verosimile che se non si prenderanno iniziative forti, urgenti e convincenti il finanziamento statale sarà revocato lasciando la città senza soldi, senza mezzo di trasporto e alle prese con una difficilissima vertenza legale. Lo sbandamento è tale che nel Piano per la mobilità sostenibile adottato dalla giunta comunale è ancora presente lo stesso filobus che Amt e Comune hanno invece bloccato rendendo impossibile terminare i lavori entro la data del 31 gennaio 2022 concordata con il Ministero».

Ed anche per i consiglieri comunali del Partito Democratico, Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, Sboarina è stato inadempiente. «Avrebbe dovuto illustrare il Piano B per il filobus, o almeno una soluzione allo stallo che nel frattempo si è ulteriormente complicato - hanno scritto - È sempre più concreta la possibilità che la città venga trascinata in una causa multimilionaria e pluridecennale dall'Ati. Questo perché, da verifiche e approfondimenti svolti, appare sempre più chiaro che la revoca del contratto non sarebbe avvenuta secondo le regole. Rema contro la città chi nasconde o si rifiuta di discutere di questa possibilità sempre più reale, che creerebbe uno stallo storico senza precedenti ed un danno incalcolabile alla città che dovrebbe rinunciare per chissà quanto tempo alla possibilità di implementare un sistema di trasporto pubblico rapido e di massa. Dovremmo capire che siamo nelle condizioni per cui può avvenire la revoca del finanziamento pubblico e la creazione di un fardello di natura economico-finanziario e giudiziario-legale che la città si trascinerebbe appresso per molte amministrazioni. Non stiamo quindi parlando di Sboarina, ma del futuro della città. Chiediamo pertanto a tutti, Ati, Amt e amministrazione comunale, di fare un passo indietro e di tornare al tavolo per ricominciare da capo e tentare di risolvere la situazione. Come si sarebbe dovuto fare con maggiore serietà e maggiore competenza a giugno, con il favore dell'apertura a livello ministeriale e governativo, sprecata per i protagonismi di alcuni e le incompetenze di altri. A causa di certi atteggiamenti e comportamenti, che ora vanno assolutamente corretti, il rischio è di ritrovarci senza mezzo, senza soldi e con una gigantesca causa legale da affrontare».

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