Filobus, il piano economico finanziario non convince la Provincia

Il consigliere comunale Michele Bertucco sottolinea i dubbi dell'ente provinciale sulle voci di costo definite sottostimate e sulle poco solide previsioni di incremento dei ricavi e di una maggiore contribuzione pubblica

Cantiere del filobus (foto di repertorio)

Lavori e polemiche per il filobus procedono di pari passo. Da oggi, 2 dicembre, i cantieri incideranno sulla viabilità cittadina per diverse settimane. Previsto un restringimento di carreggiata in viale del Lavoro, in piazzale Scuro e all'incrocio tra via Ca' di Cozzi e viale dei Caduti del Lavoro.

Nel frattempo sono filtrati alcuni giudizi espressi dai tecnici della Provincia di Verona sul piano economico finanziario (pef) della filovia. Le obiezioni sollevate dalla Provincia alla fine di ottobre riguardano alcune voci di costo dell'opera definite sottostimate, mentre appaiono poco solide le previsioni di incremento dei ricavi e le previsioni di una maggiore contribuzione pubblica. È passato un mese e quei dubbi non sono stati ancora dissipati, secondo il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, che commenta: «Le conclusioni della Provincia non lasciano scampo ed una cosa appare certa: il pef del filobus dovrà essere riarticolato, o sdoppiato in due documenti distinti, distinguendo nettamente l'aspetto della sostenibilità della fase di costruzione dell'infrastruttura da quello della sostenibilità della sua gestione».

Il pef adotta infatti un orizzonte temporale unitario di 40 anni - spiega Bertucco - Ma nel caso in cui la gestione del filobus venisse messa a bando, l'affidamento, stando alle leggi vigenti, non potrebbe superare la durata di 10 anni. Tale scansione temporale è stata semplicemente ignorata da Comune e Amt.
Un altro aspetto fondamentale clamorosamente ignorato sono i parcheggi scambiatori: come noi continuiamo a ripetere da anni, è pur vero che essi non sono compresi nel finanziamento statale e quindi nel progetto filobus strettamente inteso, si dà il caso tuttavia che senza di essi la filovia non potrà mai entrare in funzione, pertanto non possono considerarsi un problema secondario. Comune e Amt preferiscono però ignorarlo.
Il corrispettivo di disponibilità che il gestore del filobus sarà chiamato a pagare ad Amt, mostra un preoccupante andamento esponenziale, principalmente legato alla necessità di prevedere il completo rinnovo del parco mezzi dopo i primi 20 anni. Per mantenere l’equilibrio, i ricavi dovranno muoversi con la stessa dinamica ma, per tenere il passo, il pef è costretto a prevede un sostanzioso aumento del contributo chilometrico regionale che i tecnici della Provincia ritengono poco probabile. Il rischio concreto, paventato dalla Provincia, è che i costi crescenti del filobus finiscano per mangiarsi parte della risorse destinate ai bus, con conseguente depotenziamento del sistema di trasporto pubblico locale. La soluzione alternativa sarebbe, ovviamente, aumentare il costo del biglietto.
Al quadro preoccupante disegnato dalla Provincia andrebbero poi aggiunte le preoccupazioni sui gravissimi ritardi con cui stanno procedendo i lavori di realizzazione del filobus, che non sarà certamente ultimato ed in esercizio entro il gennaio 2022.

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