Filobus. PD: «È il più grande fallimento per Verona dal dopoguerra»

Ma il sindaco replica: «D'Arienzo gioca contro i suoi stessi concittadini. Invece che darsi da fare in Parlamento per la sua città, fa di tutto per far perdere tempo»

(Foto generica di repertorio)

«Il blocco della realizzazione del filobus è il più grande e grave fallimento dell'amministrazione Sboarina e di Verona dal dopoguerra. Un'onta indelebile che ha danneggiato concretamente le prospettive di sviluppo della città. Non essere riusciti a garantire a Verona un mezzo del trasporto rapido e di massa è un pessimo segnale anche per il buon nome della città. Una vera medaglia nera». Ne sono convinti il senatore veronese del Partito Democratico Vincenzo D'Arienzo ed il consigliere comunale PD Federico Benini. Ed entrambi si stanno muovendo per sapere quanto è alto il rischio di perdere il finanziamento di oltre 85 milioni di euro, che lo Stato avrebbe stanziato per realizzare la filovia.

In particolare il senatore D'Arienzo ha presentato un'interrogazione alla ministra dei trasporti Paola De Micheli per sapere «se le criticità emerse, almeno quelle verificatesi nell'anno in corso, sono state correttamente e tempestivamente comunicate al sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici e se risultano essere state presentate richieste di aggiornamento delle scadenze in ragione di eventuali cause impreviste o imprevedibili». Infatti, sembra ormai impossibile che Verona possa completare l'opera entro il termine ultimo del 31 gennaio 2022, vista anche la decisione di risolvere il contratto con l'Ati (associazione temporanea di impresa) che ha vinto l'appalto bandito da Amt e che ha iniziato i lavori in città. D'Arienzo vuole proprio sapere se «di fronte alla certezza dell'impossibilità di rispettare il termine del 31 gennaio 2022 per la messa in esercizio dell'infrastruttura, seguirà la revoca automatica del finanziamento», oppure se la revoca potrà scattare «successivamente all'accertamento dei fatti eventualmente imputabili al Comune di Verona e ad Amt, probabilmente al termine dei percorsi giudiziari che potranno essere avviati». Perché è questo il futuro che il Partito Democratico prevede: Amt risolverà il contratto con l'Ati e le imprese cercheranno di difendere i propri interessi attraverso le vie legali, come fatto intedere dalle stesse ditte che hanno definito «illegittima» la decisione di Amt.

«A livello locale comunale, inoltre, - concludono D'Arienzo e Benini - è necessario capire: le ragioni per le quali Amt, sin dal mese di maggio 2020, avrebbe bloccato i pagamenti e la certificazione delle lavorazioni eseguite dall'Ati che allo stato ammonterebbero ad oltre 9 milioni di euro di cui oltre 3 già fatturati e circa 6 in attesa di essere contabilizzati e fatturati oltre al valore dei materiali già approvvigionati che sarebbe stimato in circa 35 milioni per la veicolistica e 14 milioni per la trazione elettrica. Lo scenario è noto. Si arriverà ad uno stallo condito da denunce, tribunali, sentenze che paralizzerà la città per molti anni. Altro grave danno causato dal sindaco Sboarina».

E a queste accuse, il primo cittadino di Verona ha replicato così: «L'onta indelebile è del senatore D'Arienzo che ha, lui sì, la medaglia nera al collo. È vergognoso che un parlamentare, eletto con i voti dei veronesi, giochi contro i suoi stessi concittadini. Invece che darsi da fare in Parlamento per la sua città, fa di tutto per far perdere tempo. Il contributo statale alla filovia c'è, ma lui fa le interrogazioni per metterlo in dubbio, come unica azione sull'argomento nonostante sia in commissione trasporti da due anni. Lo fa da quando è sulla stessa linea politica del consigliere Tosi, con il quale cerca di fare alleanze per le prossime comunali, allargando quindi anche a una parte del PD il gruppo di chi non vuole il bene di Verona. Ho parlato più volte con il ministro De Micheli, trovando una grande collaborazione anche da parte dei suoi uffici tecnici. Quello che sta succedendo in questi giorni non è il blocco del progetto, ma la soluzione per chiudere i cantieri lasciati fermi dall'azienda incaricata da Tosi. I cantieri non finiti sono da settimane un grande disagio per i cittadini e commercianti, dovevamo stare in questo stallo? Amt ha invece pensato bene di trovare una soluzione per andare avanti. Questi sono i fatti che servono alla città, il resto sono chiacchere».

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