"Filobus, dalle parole ai fatti", sì alla mozione: «Progetto di 26 anni fa, ora servono soluzioni»

«Si tratta di un progetto iniziato nel 1994 e che in 26 anni non ha portato ancora alla concretizzazione di un nuovo sistema di trasporto pubblico di massa», incalza Bertucco

Cantiere

Spiegazioni sui rapporti e sul rispetto delle convenzioni con AMT, relativamente ai lavori del filobus. E, ancora, richiesta di chiarimenti sull'esito degli incontri avvenuti con l’ATI e con il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Necessità di presentazione in Consiglio, entro tre mesi da oggi, l’evoluzione/sviluppo della proposta di soluzione per il progetto filobus annunciata lo scorso giugno. E, infine, chiarimenti sulle eventuali varianti urbanistiche collegate alla soluzione individuata, per evitare gravi conseguenze economiche per il bilancio del Comune. Sono state queste principalmente le questioni poste all’attenzione del Consiglio comunale straordinario, convocato ieri sera attraverso la mozione "Filobus: dalle parole ai fatti", sottoscritta dai gruppi consiliari di opposizione. Il documento è stato approvato dall’aula, con 28 voti favorevoli e 1 astenuto.

Scarica la mozione "Filobus: dalle parole ai fatti"

Bertucco: «Dal 1994 manca una visione chiara»

Presenti alla seduta on line, il presidente di AMT Francesco Barini e i rappresentanti dei comitati Italia nostra, Lipu Verona, Comitato no al filobus Verona, Comitato di Verona Sud e comitato Asma. «Servono chiarimenti al Consiglio e alla città su questo intervento. - ha sottolineato il capogruppo Sinistra in Comune Michele Bertucco, intervenuto nell'illustrazione della mozione - È chiaro che servono soluzioni e risposte. Si tratta di un progetto iniziato nel 1994 e che in 26 anni non ha portato ancora alla concretizzazione di un nuovo sistema di trasporto pubblico di massa. Anzi, a Verona manca ancora una visione chiara di che cosa si vuole fare e, soprattutto, su come si vuole intervenire nelle aree di cantiere attualmente in fase di esecuzione».

«Un progetto ereditato che, fino a qualche settimana fa, non aveva nessuna possibilità d’essere modificato. - ha chiarito il sindaco Federico Sboarina - Ora, a seguito degli stravolgimenti sociali collegati alla pandemia, si sono aperte delle possibilità, per iniziare un nuovo percorso alternativo con soluzioni meno impattanti per la città e l’utilizzo di un mezzo più moderno. È chiaro che quando si parla di ridefinizione di un progetto di questa portata, le tempistiche non possono essere immediate. Anche in considerazione di un eventuale nuovo mezzo, vanno attentamente valutate le criticità dettate dal percorso definito dal vecchio tracciato. Ho dato indicazione che per il mese di settembre tutti i cantieri ancora aperti vengano chiusi. C’è la massima volontà di condivisione sulle soluzioni che saranno intraprese. Sulle carenze di comunicazione, quando ci sono state, sono sempre intervenuto, esprimendo pubblicamente la mia massima contrarietà alle mancanze della società AMT».

Il presidente di AMT Francesco Barini ha quindi aggiunto: «Oggi i cantieri stanno riprendendo, per consentire la conclusione dei lavori per settembre, entro l’inizio della scuole. Si sta agendo con determinazione su questo fronte, per portare a termine i lavori. Dal punto di vista trasportistico stiamo valutando un altro mezzo di recente concezione, con un sistema senza fili totalmente elettrico che si ricarica al capolinea e lungo il percorso. Una modalità già in funzione in altre città europee. Su questo dovremmo predisporre una variazione tecnico-economica che inevitabilmente coinvolgerà tutti i mezzi in produzione».

Gli interventi dei consiglieri comunali

Per il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle si è espressa sull'argomento Marta Vanzetto: «Il Comune dovrebbe confrontarsi anche con i commercianti che sono stati pregiudicati dai cantieri per comunicare i tempi di chiusura dei lavori. Inoltre, laddove i cantieri rimanessero in sospeso in attesa di capire se c'è possibilità di realizzare altra opera, sarebbe opportuno convertire le preferenziali previste per il filobus a favore della ciclabilità». A prender parola per il gruppo Pd in Consiglio comunale a Verona è stato invece Stefano Vallani: «Prima di qualsiasi modifica al progetto bisogna provvedere a sistemare e chiudere i cantieri che si sono aperti e che risultano fermi da mesi, con grave danno nei quartieri, appesantimento della viabilità e deviazioni di linee autobus. Sono poi da chiarire le varianti in via San Paolo e a Borgo Venezia, così come i parcheggi scambiatori».

A nome del gruppo Verona Domani è quindi intervenuto durante la seduta di ieri Marco Zandomenegli: «Apprezzo la volontà espressa dalla presidenza di Amt di concludere al più presto tutti i cantieri attualmente aperti. Oltre a chiarimenti sulle varianti collegate all’opera, resta da capire come il nuovo sistema di trasporto pubblico si integrerà con quello privato, in particolare in alcune zone viarie della città fortemente condizionate dalla realizzazione del filobus». Per il gruppo della lista civica Traguardi Verona il consigliere Tommaso Ferrari ha commentato con scetticismo l'ipotesi di modificare oggi il progetto: «Serve un’operazione verità. È poco credibile che si possa oggi modificare il progetto solo a causa del Covid-19. Se fa tre anni, tempo necessario per la conclusione dei lavori del filobus, saremo ancora in un situazione di distanziamento, probabilmente saremo difronte ad un cambiamento sociale molto più grave che la sola modifica delle modalità di trasporto pubblico». Per il gruppo Lista Tosi, il consigliere Alberto Bozza ha evidenziato come i due nodi principali restino ad oggi le migliorie da apportare al trracciato e come gestire i cantieri già aperti: «Il Filobus è stata l’evoluzione obbligata della Tranvia, che nasce sotto l’amministrazione Zanotto. Se il mezzo della tranvia non fosse all’epoca stato ritirato dal mercato per un problema tecnico, da anni avremo in funzione un sistema a binari a Verona. Al di là della "proposta spot" del sindaco di modificare l’attuale Filobus, oggi rimangono irrisolti due grossi problemi: le varianti migliorative al tracciato, Via Pisano e Via San Paolo, e la gestione dei cantieri».

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Sul fronte della maggioranza in Consiglio comunale, per il gruppo Fratelli d’Italia, ha parlato Ciro Maschio: «Da sempre contrari al progetto tranvia del ’90 e perplessi sul filobus con mezzo vincolato. È un progetto ereditato, con tutte le complicazioni che sono state più volte rilevate sia dal Consiglio che dalla Capigruppo. L’auspicio è che in presenza di grandi cambiamenti nell’ambito sociale ed economico a causa della pandemia sia oggi possibile intraprendere soluzioni diverse che avvantaggino veramente la città». Sulla falsariga si è quindi espressa anche Anna Grassi per il gruppo Lega: «Questa è l'occasione per discutere delle nuove modalità di trasporto di massa e non sarebbe corretto né condannarlo né esaltarlo. È chiaro a tutti che sono state delle criticità nella gestione degli ultimi tre anni a partire dalla comunicazione. Quello di stasera è stato un Consiglio straordinario richiesto dall’opposizione e a inizio seduta a tenere il numero legale i consiglieri di maggioranza. Ci auspichiamo cambiamenti soprattutto gestionali da qui a venire».

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