Un filobus chiamato desiderio: «Le altre città proiettate nel futuro, Verona resta immobile»

Domande: «Si dovranno togliere tutti i pali già piantati per le linee aeree? Dove sono le varianti storiche di via San Paolo e Borgo Venezia? Come verrà riorganizzata via Mameli?»

Cantiere filobus 2020

«La risoluzione del contratto per la realizzazione del Filobus tra Amt e le aziende appaltatrici è solo l’ultimo episodio di una saga infinita che immobilizza la città da troppo tempo. Sono ormai 30 anni che a Verona si parla di rivoluzionare il trasporto pubblico, ma per problemi burocratici, amministrativi, progettuali o politici la città è rimasta ferma». Così si esprime Giacomo Cona, segretario di Traguardi, nel suo intervento di commento alle ultime evoluzioni della telenovela legata alla realizzazione di un'opera che, avanti di questo passo, rischia probabilmente di divenire a tutti gli effetti superata ed antiquata ancor prima di essere realizzata.

Sul tema è intervenuto quindi anche il consigliere comunale di Traguardi Tommaso Ferrari: «Mentre le realtà a noi vicine realizzano opere proiettate nel futuro e puntano ad una decisa riduzione del traffico e ad un miglioramento della qualità dei trasporti, Verona resta immobile, impantanata tra gli errori grossolani di una giunta che ha ampiamente e anticipatamente dichiarato il proprio fallimento». 

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Parole piuttosto severe quelle del consigliere comunale Tommaso Ferrari, alle quali si sommano quelle altrettanto critiche del consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco. Quest'ultimo, in una nota, si è prodigato nella faticosa ricostruzione di alcuni dei momenti topici della pluriennale vicenda "filobus" o "filovia" che dir si voglia: «Il cambio di progetto da tramvia a filobus avvenne nel 2008 ad opera della giunta Tosi di cui facevano parte i vari Sboarina, Padovani e Polato sulla promessa che la filovia sarebbe stata più facile e rapida da realizzare. Non hanno mai voluto prendere sul serio chi dimostrava che i vantaggi erano tutt’altro che evidenti e che, anzi, si trattava di un’opera zoppa, ed ecco i risultati 13 anni dopo. Anche volendo sorvolare sul fatto che ora i cantieri vanno prima richiusi e poi riaperti a seguito di nuova gara di appalto, - aggiunge il consigliere Michele Bertucco - Sboarina non è ancora in grado di dire su quale mezzo intende puntare. Si dovranno togliere tutti i pali già piantati per le linee aeree? Dove sono le varianti storiche di via San Paolo e Borgo Venezia? Come verrà riorganizzata via Mameli? Tutto questo non è soltanto responsabilità di Amt, società veicolo controllata al 100% dal Comune».

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